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11 April 2012 @ 12:03 pm
Pioggia pioggia pussa via...  
Quando piove e' una questione di mentalita'.
Accogliere la pioggia e considerarla semplicemente come inevitabile e' un esercizio Zen.

Essa e' in fondo uno dei pochi fenomeni naturali che se ne sbatte della modernita' dell'uomo, molte citta' sotto la pioggia rimangono basite, come se fosse la prima volta che si ritrovano bagnate. (Spesso fa danni anche peggiori ma accade quando e' l'uomo a sbattersene della pioggia).
La natura reclama acqua e si risveglia sotto l'acquazzone: spuntano fiori multicolori, le foglie degli alberi si ornano di gocce iridescenti, le lumache incaute escono a fare quattro passi bavosi e finiscono nello stomaco di qualche intenditore: e' il cerchio della vita.

Se all'acqua e' unito il vento, l'esercizio Zen e' piu' difficoltoso e richiede molta calma interiore.
Una folata improvvisa rovescia l'ombrello?
Quella successiva lo rompe?
Quella dopo ancora ce lo strappa dalle mani facendolo cadere lontano, dentro un enorme pozzanghera come a voler annegare il povero oggetto e le nostre poche speranze di arrivare al coperto con qualche centimetro di corpo asciutto?
Osserviamo la pioggia che cade in orizzontale, il tessuto dei jeans che si colora pian piano, i volti di quelli che imprecano e sorridiamo.
Intorno a noi sono tutti cosi' lontani dalla spiritualita', invece che piegarsi come una canna vorrebbero ergersi a mostrare il loro antico tronco inamovibile... non sanno che e' inutile resistere agli elementi, che le parolacce non saranno udite, le bestemmie non saliranno mai in cielo, la natura non ha mai avuto orecchie per le sciocche parole dell'uomo.
Arrabbiati e insoddisfatti costoro superano la china della sopportazione fino a tornare bambini: di proposito entrano nelle pozzanghere con i mocassini e quando poi arrivano in ufficio diranno a tutti che star tutto il giorno con i vestiti bagnati e' un modo per fronteggiare il riscaldamento, che le scarpe erano un po' strette ma dopo il trattamento calzeranno a pennello, che il vestito grigio tasmania divenuto piu' scuro, e' proprio della tonalita' che avrebbero sempre voluto.
Intanto la' fuori qualcuno solleva la ventiquattr'ore sopra la testa cercando di utilizzare la quotidiana eleganza stereotipica contro quello che cade dal cielo.
Qualcuno usa il giornale come a dire: "Tra me e il cielo pongo notizie nefaste, annunci immobiliari, e la pagina dello sport", una specie di rito magico dove il quotidiano diviene un amuleto, purtroppo, inefficace.
C'e' chi offre un passaggio, e a braccetto sotto un minuscolo ombrello si adatta la camminata per bagnarsi in compagnia.

Poi la pioggia cessa di cadere, dentro la nostra cerata che ci copriva dalla testa ai piedi non e' entrata una sola goccia, i piedi sono ben asciutti negli stivali da pescatore.
Una copertura in PVC puo' senz'altro facilitare il pensiero Zen
Prosit.
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