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17 April 2012 @ 03:17 pm
Per la precisione  
Samuel De Carolis esce di casa alle otto.
Non un minuto prima ne' uno dopo, sa bene che la precisione e' una scienza che non ammette approssimazioni.
Da tempo ha calcolato il tempo necessario per sbrigare tutte le incombenze del risveglio.
Cronometro e blocco degli appunti hanno accompagnato le sue mattine per un anno intero fino a riempire decine di pagine di dati e cifre.
Calcolando le medie, tracciando curve di tendenza e percentuali di accadimento degli imprevisti, ha definito una tabella con tutte le attivita' in sequenza e per ognuna il tempo necessario al suo espletamento.
Successivamente ha cominciato a rispettare quanto stabilito.
Al principio non e' stato facile perche' un doppio shampoo voleva dire dimezzare il tempo per la zuppetta nel caffelatte, una camicia con i bottoni impediva l'utilizzo di scarpe con i lacci, inaffiare le piante significava aver portato fuori la spazzatura la sera prima.
A poco a poco, cercando di sentire dentro di se il ticchettio di un ipotetico orologio, e' riuscito a svolgere ogni azione con metodo e naturalezza.

Alle otto il suo piede destro varca il portone, preciso come se la gamba fosse la lancetta delle ore.
Quell'ultimo "Tic" e' sincronizzato con la suola della scarpa che risponde con un secco "Tac" nell'istante in cui si posa sull'asfalto della strada.
Percorrendo rotte ottimizzate che evitano cacche di cane, moto parcheggiate sul marciapiede e possibili incontri con qualche conoscente, arriva alla fermata del bus.
Dopo aver assunto la posizione di attesa (valigetta posata in mezzo alle gambe, mani nelle tasche del cappotto, sguardo perso nel vuoto)conta fino a cento prima di sollevare una manica e osservare il quadrante dell'orologio.
Ci sono mattine in cui sorride nel constatare che il suo sentore del tempo che passa e' d'accordo con quello del suo cronografo rattrappante.

L'autubus che di li' a poco spunta dall'angolo di Via Isonzo e' la sua dannazione perche' non vuol far parte del grande disegno mattutino.
L'ora di arrivo dipende da una molteplicita' di fattori che non si possono imbrigliare e che sopratutto non dipendono da lui.
Cosi' il mite Samuel deve sorprendersi della puntualita' del mezzo o rammaricarsi di un ritardo con eguale enfasi.
A volte l'autobus gli consente di rispettare l'orario in cui desidera entrare nel portone della ditta "Salvietti SpA" dove lavora, altre lo costringe a varcare quella stessa soglia ad un orario "Insulso" perche' le otto e trentadue o le otto e trentasette sono orari privi di significato.
E poi, come se il destino fosse pronto a sfotterlo perche' non e' riuscito a mantenere quanto promesso, gli tocca l'incontro con il portiere che non perde mai l'occasione di star zitto.
"Ragionier De Carolis, gia' qui oggi?" gli dice o altre volte, accompagnando le parole con un sorriso da chi la sa lunga: "Oggi ce la siamo presa comoda eh?"
Samuel vorrebbe rispondere a tono ma e' sicuro che spiegare a quell'uomo che odora di cantina che il rispetto degli orari imposti e' una delle sue piu' grandi preoccupazioni, sarebbe solo uno spreco di tempo e Samuel, per la precisione, odia sprecare tempo.
Prosit
 
 
Current Location: alla fermata del bus
Current Music: Merz - Asleep
 
 
 
fuchsia_gfuchsia_g on April 18th, 2012 02:38 pm (UTC)
Di disegno in disegno, un mondo, e poi un altro ed ancora.
Sempre in ritardo, comunque.
O troppo in anticipo, voilà.