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20 April 2012 @ 11:35 am
Incedo dunque sono  
Talvolta, all'interno del mio piccolo studio, indugio sopra certi piani coperti di cartame.
Decine e decine di scritti che rivolgono l'inchiostro al cielo, trattati, sonetti, brani di fole mai terminate, sceneggiature, pieces teatrali e perfino liste di spese ormai acquistate, mangiate, defecate.
Stamani l'occhio e' caduto sul "Trattato dell'incedere" di Tal Bergonzo Sfavillone, esimio dottore et letterato di Bologna.
L'illustre uomo, che si definiva innanzitutto un attento osservatore del mondo e della vita, scrive a proposito di un suo convincimento.
Se Lombroso ha portato alla luce l'indole di certi tipacci analizzandone il muso, e' altresi' possibile svelare il carattere di un individuo osservando con attenzione il modo in cui cammina.
Oltre a questo il modo di incedere rivela emozioni e pensieri del momento.
Chi e' dedito a perder la pazienza si muove con ampie falcate (talvolta sbattendo i piedi rumorosamente).
Chi e' di indole timida e insicura muove passi rapidi, chi ha fantasia cammina senza ritmo e muove il corpo come se stesse ballando.
Se si traccia un filo immaginario che attraversa la testa e passa per il perineo, si potra' osservare l'equilibrio del corpo che cammina.
A volte i piedi precedono il resto, altre volte sono le spalle che si protendono in avanti, altre ancora tutto e' in equilibrio e dimostra che l'individuo e' sicuro di se, in pace con il mondo e pronto ad ogni evenienza.
Le braccia sono anch'esse rivelatrici.
Se durante la camminata vengono lasciate ciondolare lungo i fianchi possono significare arrendevolezza o apertura, se tenute conserte mostrano distacco o preoccupazione, se le mani sono infilate nelle tasche possono indicare una rigida temperatura.
Certo e' che ognuno di noi ha una camminata unica e facilmente riconoscibile.
Cominciate dunque ad osservare il prossimo che cammina e se non volete essere oggetto della stessa analisi state seduti.
Prosit
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