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14 May 2012 @ 04:15 pm
Terra e mare  
Rosario,sulla prua del mercantile e' come una maiuscola al margine di un foglio, una lunga "l" svolazzante che pare resistere ad un vento dispettoso che tutte le altre lettere ha gia' soffiato via.
Si volta, la nave e la sua pazienza antica, sfiancata dal carico e dagli anni, punta dritta verso la citta'.
Quella terra che a vederla da lontano pare ancora da scoprire, gli viene incontro come un antico leviatano.
Rosario e' imbarcato da vent'anni sul quel ferro che galleggia cocciuto contro tutte le leggi naturali, un misero stipendio il suo ma gli basta, Le sue semplici pretese son leggere.

Una volta per scommessa si e' tuffato. E' ritornato dopo un tempo senza fine mostrando il pugno stretto e una manciata di sabbia nera che mai aveva visto il sole
Vinse quella collana di conchiglie che da allora tiene al collo, "Il rosario di Rosario" e' diventato, se ci credesse potrebbe perfino sgranarlo quando il mare perde la pazienza.

Il primo giorno a casa lo trascorre a letto gustandosi l'immobilita' della terra, la sera va al teatro.
Ama il silenzio, le luci che si abbassan lentamente, il lento succhiare di caramelle delle quali ama indovinare gusto e forma.
Rosario si accomoda come un gran signore su una poltrona morbida di caramella al mou.
Pochi istanti e sparisce: un granello di forfora su un abito da sposa, cuore in attesa, orecchie in ascolto.
Si apre il sipario: prova generale di silenzio (con colpi di tosse fuori tempo) e comincia la musica.

Allegro non molto - Allegro - Adagio e piano - Presto e forte - Presto - Andante con fuoco


Alla fine il pubblico pagante applaude piu' per rispetto che per apprezzamento e il direttore risponde mostrando una certa abitudine agli inchini.
Rosario zitto come un fermaporta approfitta dello scroscio di palmi e in mezzo a quella pioggia di polpastrelli (sbattuti fino a stravolgere le impronte digitali) per primo taglia il traguardo dell'uscita.
Dietro di lui, a coppie, a gruppi, le persone sciamano fuori:
"Ha visto? Ha sentito? Era meglio il mese scorso quando c'era quel russo...
come si chiamava? Ma si, quel violinista, lo ricordera', aveva occhi azzurri".
"Ci prendiamo uno zabaione giu' al caffe'?"
"Mi saluti tanto la consorte!"
Rosario ascolta quel vociare e si allontana verso casa, apre il portone, ingoia le scale, butta via i vestiti, si corica impaziente.
Sdraiato sull' immobile giaciglio, il concerto che indugia nelle orecchie e lontano, che non si sente neanche a immaginarlo, il rumore del mare.
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Current Location: Al largo
Current Music: William Ackerman - Climbing in geometry