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23 May 2012 @ 12:42 pm
Un lavoretto senza rischi (Prima parte)  
Gliene servivano tre e il primo doveva essere piu' forte di un gorilla.

Ricevette il biglietto sotto la porta, lo vide spuntare senza nessuna voglia di sapere chi fosse il postino.
Lo sfilo', lo apri', c'era un orario (le 21) e un indirizzo.
Scritta a mano la parola: "Stasera" era l'ultima aggiunta di quello che poteva essere senz'altro considerato un biglietto di poche parole.
Lo infilo' in tasca e lascio' che il mattino continuasse come doveva.
Durante quei primi minuti il suo corpo seguiva la solita routine, come se non avesse avuto bisogno del cervello che si sarebbe presentato solo piu' tardi.
Quell'enorme massa di muscoli vagabondava per casa passando da una stanza all'altra con un indolenza da orso che si risveglia dopo il lungo letargo invernale.
Mise dentro una tazza i cereali, li copri' con il latte e accesa la tv si sedette sulla sedia che stava dietro il tavolo.
Prese in mano il cucchiaio nell'istante in cui parti' la sigla della telenovela: "Corazon Espinado"

"Miguel, e' ora che tu sappia che non sei figlio di Pablo" - mormoro' la donna che stava sdraiata sul letto giocando con una sciarpa di seta che faceva scorrere tra le dita.
"E sentiamo di chi sarei figlio?" - domando' l'uomo in piedi davanti allo specchio intento ad annodare la cravatta.
"Sei un figlio di buona donna!" - disse quella e comincio' a ridere.
"Sei piu' brava a letto che sul palcoscenico di un cabaret" - la zitti' l'uomo
"Vuoi dire che a letto faccio ridere?" - chiese
"Non hai capito, non importa, devo uscire per incontrare don Fierro" - taglio' corto
"Ma quello ha giurato di ucciderti!" - esclamo' la donna
"Poco male,hai detto tu che sono figlio di nessuno no? Vorra' dire che nessuno avra' lacrime per me..."

Otis intanto raccoglieva i cereali con il cucchiaio e li infilava in bocca senza guardare lo schermo, gli bastavano le parole e poi amava immaginare, dare volti alle voci, indovinare le espressioni.

"Le versero' io Miguel, finche' non ne avro' piu', ti prego rimani, ascoltami per una volta..." - disse la donna scendendo dal letto e andandogli incontro mentre il lenzuolo scivolava via come se fosse la studiata mossa di una spogliarellista.
"Devo andare, e' una questione di onore e dopo che don Fierro ha bruciato la fabbrica di mio padre, ha allagato i campi e ucciso i braccianti, e' l'ultima cosa che mi rimane..."
"Ma tu hai me!" - esclamo'la donna gettandosi ai suoi piedi
"Tu non mi meriti, avevo giurato di proteggerti e invece..."
"Hai provato con tutto te stesso!!" - disse lei afferrandogli una mano
"Si ma tu sei stata la sua donna per tre anni..." - disse e provo' ad allontanarla
"Sarei voluta fuggire e venire da te, il tuo pensiero mi ha dato la forza di sopportare quel vecchio..."
"Smettila" - disse l'uomo carezzandole una spalla "Non posso immaginare le sue dita da porco che ti carezzano...
E' un incubo reale capisci, credimi cerco di non pensarci ma a volte il tuo profumo sembra svanire per lasciare il posto alla colonia del bastardo..."
Improvvisamente il telefono suono'. (fine della 234esima puntata).

Otis poso' il cucchiaio, non c'era piu' traccia di cibo nella tazza.
Si alzo', spense il televisore in faccia ad una donna che pubblicizzava uno shampoo e torno' a dormire, se si fosse svegliato in tempo sarebbe andato all'appuntamento del biglietto.
(continua)
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Current Location: Casa di Otis