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19 December 2012 @ 11:58 am
L'annuncio  
"Ci scusiamo per il ritardo" era una scusa che faceva acqua da tutte le parti, anzi ad essere sinceri suonava tanto come una presa per il culo.
Fu per averla sentita per l'ennesima volta che Gastone Tremalzi, impiegato presso la Ferrotubi Srl, decise che ne aveva abbastanza.
La sua fu una reazione da impiegato, nulla di manifesto o che potesse fare insospettire qualcuno. Agi' non prima di aver analizzato i dati e aver disegnato su un piccolo taccuino un Gantt Chart con la pianificazione delle prossime mosse.
Analizzo' i tempi, valuto' i rischi e dopo aver abbozzato un piccolo piano di contenimento che era composto da soli due punti, comincio'.
I punti erano relativi alla sua incolumita', cosa della quale non era preoccupato perche' era arrivato nella zona "Kamikaze", quel particolare stato in cui lo spirito di conservazione si fa da parte.
Attese con pazienza l'arrivo in stazione.
L'indolenza del treno e la rassegnazione di tutta la folla stipata come l'acqua in un secchio, furono come un balsamo per un guerriero greco prima di un incontro di lotta.
Attese che il treno terminasse l'agonia e che si trascinasse come un moribondo sui gomiti fino alla stazione d'arrivo.
Aspetto' che la lunga frenata terminasse e poi si lascio' trasportare dalla folla fino al marciapiede.
Li' attese che la bolgia sfumasse, sorrise di alcune reazioni, valuto' le imprecazioni e immagino' a come sarebbe stato vivere in un paesino del nord Europa composto da pochi abitanti i quali per muoversi usano solo le renne.
Animali pazienti ed affidabili a cui non gelano le giunture quando scendono le temperature, che trascinano la slitta senza mai lamentarsi, che non inventano scuse idiote se vengono colte da dissenteria.

Usci' dalla stazione, sarebbe tornato poco dopo.
Il negozio di giocattoli divideva lo spazio sotto al palazzo con una boutique, entro' e chiese se avevano una di quelle pistole che sparano piccole palline di plastica, quelle che sembrano vere e che usano quei rintronati che passano la domenica giocando alla guerra.
Ne compro' una che sembrava adatta, non ascolto' quello che gli diceva il commesso a proposito del tipo di colpi e della manutenzione, pago' e usci'.
Arrivato al primo bidone si sbarazzo' della confezione e di tutto quello che c'era dentro, tenne con se solo la pistola che fece sparire nella tasca del cappotto.
Quando torno' in stazione regnava una strana calma, si diresse verso l'ufficio del dirigente e senza bussare entro'.
Un aria polverosa e un odore di caffe' bruciato lo accolse.
Da un bancone decine di lucine rosse e verdi ammiccavano, interruttori e pulsanti completavano il quadro.
Resistette alla tentazione di schiacciarne qualcuno a caso e continuo' verso una porta.
Trovo' un uomo all'interno della piccola stanza, seduto su una seggiola aggiustata con il nastro da pacchi, stava leggendo una rivista, un bicchiere di plastica pieno di caffe' stava appoggiato alla vicina scrivania.
"E' lei il capo qui?" - chiese Gastone
"Si ma qui e' riservato non si puo' entrare" - disse guardando verso l'ingresso come se sospettasse che un intera comitiva fosse entrata per fargli visita.
"Non trova che tutti questi divieti siano eccessivi?" - domando' Gastone e dopo aver tirato fuori la pistola e aver notato il sorprendente ed immediato effetto che aveva suscitato nell'uomo continuo': "Per non parlare di quegli annunci che ci tocca sentire ogni santo giorno..."
Il capostazione era diventato una statua, solo gli occhi si muovevano di continuo dal mirino della pistola al viso di Gastone come la cabina di una teleferica che saliva e scendeva di continuo.
"Voglio che lei cambi l'annuncio" - disse calmo Gastone
"Qqquale annuncio" - sussurro' l'uomo
"Quello delle scuse" - rispose
"Ma e' registrato, io schiaccio un pulsante, e' la direzione centrale che ha deciso che.."
Gastone lo zitti' avvicinando un poco la canna della pistola al suo naso.
In tutta risposta un rivolo di pipi' comincio' a disegnare una striscia scura sui pantaloni dell'uomo.
"Suppongo che lei possa cambiarlo senza dover chiedere il permesso" - disse Gastone infilando la canna dentro una narice dell'uomo.
Il naso al'insu' gli trasformo' il viso, era una specie di pagliaccio quello che stava pietrificato sulla sedia.
"Si, lo cambio, certo, si" - balbetto' e non appena la canna della pistola fu allontanata, l'uomo ando' nella stanza attigua, schiaccio' qualche pulsante e avvicino' il microfono alla bocca prima di bloccarsi...
"Mmmi perdoni, cosa vorrebbe sentire al posto dell'annuncio di scuse?" - chiese
"Faccia lei ma che sia qualcosa che non mi faccia incazzare piu' di quanto non fanno i vostri fottuti treni sempre in ritardo" - rispose
Cosi' l'uomo penso' che una parola sbagliata poteva costargli la frutta secca di Natale, che il suo attaccamento all'azienda dei trasporti non era poi cosi' solido, che da quando c'erano stati gli ultimi tagli al personale gli toccavano piu' turni di notte e insomma fece uscire il verdetto che suonava cosi': "Semplici parole non possono alleviare il vostro disagio percio' prendete il silenzio che seguira' come un pietoso velo sul nostro servizio".
Gastone gradi', infilo' la pistola nel cappotto e diede una sonora pacca sulla spalla del malcapitato.
"Bravo, questo piu' che un falso annuncio e' una vera constatazione, ora se mi vuole scusare ho da far visita ad altre stazioni.." - disse e si incammino' verso la porta, prima di uscire si volto' e aggiunse: "E non vorrei essere al suo posto il giorno che dovessi sentire il vecchio annuncio" - concluse
Il capostazione annui'.
Gastone sapeva bene che il giorno dopo le cose sarebbero tornate come prima, che non aveva alcun senso visitare altre stazioni, minacciare o fare violenza.
Rimase sul binario in attesa.
Dopo dieci minuti arrivo' un treno e poi un annuncio: "Semplici parole non possono...."
sorrise, si sbarazzo' della pistola giocattolo dentro il primo bidone che incontro' e si incammino' verso l'ufficio.
La sensazione di poter cambiare le cose non lo lascio' fino alla sera, era un bellissimo sentire...
Prosit

binari
 
 
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fuchsia_gfuchsia_g on December 19th, 2012 02:24 pm (UTC)
Fa quasi pena, il capostazione ma poco, ehm, poco poco..
E certo che un annuncio del genere sarebbe una bella sorpresa...non capiterà facilmente.-)
Ben scritto, forte!!
bustonebustone on December 19th, 2012 02:26 pm (UTC)
Sarebbe come
Sarebbe come ammettere il reato! :-)
Grazie
(Anonymous) on December 19th, 2012 07:50 pm (UTC)
scusa di nulla!!!!!
salve io sono uno di quei rintronati a cui piace la domenica giocare a fare la guerra,
sai dirmi in quale cassonetto Gastone ha buttato la pistola.
grazie