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14 November 2013 @ 09:59 am
Oggi ho lo scalzo  
Oggi mi scendono le calze.
Non che sia un brutto segno, tipo topo morto nell'ascensore del mattino, pero' la loro insistente voglia di sfuggire mi infonde un senso di abbandono.
Cammino noncurante della loro ribellione, cerco di isolare i piedi dal resto del corpo, immagino
che prima o poi se ne andranno da un foro della suola lasciandomi finalmente tranquillo.
La strada delle buone intenzioni e' pero' cosparsa di suola, tomaia, soletta CALZA VIVA e piede.
Quando non sopporto lo spessore della stoffa che si insinua in ogni pertugio della scarpa, mi fermo,
ne afferro la cima con due mani,e tiro verso l'alto godendo di quell'effimero momento in cui la calza e' dove dovrebbe essere.
Proseguo il cammino ma gia' al primo passo percepisco gli elastici che, senza vergogna, mostrano il loro carattere molliccio e si lasciano andare dando il via a quell'anarchico fenomeno che dota le calze di un cervello pensante e dispettoso.
Poi sono millimetrici spostamenti e complici attriti ed io comincio a vagare con i pensieri:
Quando le calze fanno il loro dovere non penso a loro, un po' come quando sto bene e non sono conscio della fortuna che riconosco solo quando poi mi ammalo.
Dunque le calze, oggi stanno manifestando la loro presenza per ricordarmi dei loro silenziosi, quotidiani servigi.
A questo punto e' doveroso chieder loro scusa per tutte le volte che le ho indossate senza pensarci e, alla fine della giornata, gettate senza ritegno nel cesto della roba sporca.
Grazie calze, per il vostro tepore, per l'amorevole cura con cui (la maggior parte delle volte) avvolgete i miei polpacci.
E dopo questa mia pubblica dichiarazione, cercate di star su o dovro' tirar fuori i sandali e fare a meno di voi.
Prosit
 
 
 
fiona_mckenziefiona_mckenzie on November 15th, 2013 10:09 pm (UTC)
Come è vero!