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05 January 2014 @ 08:44 am
La cera  
Una volta c'era la cera.
Quella da pavimenti che veniva reclamizzata ad ogni carosello.
A quel tempo forse avere un pavimento lucido, era un segno di civiltà, un silenzioso motivo per vantarsi con gli ospiti, un istinto da gazze che in quel suolo riflettente, faceva sentire le casalinghe come tante principesse alla corte del re Sole.
Se qualcuno veniva in visita, la prima cosa da fare era correre a passare la lucidatrice.
Io ricordo le numerose marche e il suono delle lucidatrici che non mancava mai in ogni palazzo.
Se non era la vicina di sopra, era quella di sotto, se non era quella di fianco era la lucidatrice di casa che con il suo sacco gonfio e la luce anteriore, andava a lucidare ogni più nascosto lembo di pavimento (metti che una tua amica voglia verificare se sotto il letto il pavimento è lucidato a dovere...).
I pavimenti lucidi creavano maniache che non si stancavano mai di ripetere gli stessi avvisi:
"Levati subito quelle scarpe da ginnastica che fai le righe, non girar per casa con quei calzini sudati (di solito quando ci si leva le scarpe da ginnastica i calzini sono, appunto, sudati) che lasci gli aloni".
Dunque righe e aloni i nostri peggiori incubi che potevano però essere sconfitti da...
LE PATTINE!
Accessori della mia infanzia che stavano in attesa accanto all'uscio come gondole in Piazza San Marco.
I due stati della materia erano: fuori di casa indossi le scarpe, in casa indossi le pattine.
Ogni camminata a piedi nudi o con calze veniva punita severamente (Tipo dover bere un intero flacone di cera Liù, un tappeto di luce sei tu).
Alcune marche di cera regalavano insieme alla confezione delle ciabatte di feltro che in realtà erano pattine camuffate, chi le indossava e si muoveva per casa univa l'utile al lucidevole (e le nostre mamme ridevano sotto i baffi pensando che proprio noi che in casa eravamo dei lavativi (in realtà non lavavamo niente) eravamo dei lucidatori inconsapevoli.
Di bello c'era che noi tutti si imparava a pattinare. La leggenda vuole che dai pattini agli sci il passo sia breve e insomma i grandi campioni dell'epoca come Gustav Thöni avevano cominciato la carriera, muovendo i primi passi strascicati con le pattine sotto lo sguardo severo di una mamma-coach.
Ora nelle case c'è il parquet, ci sono le piastrelle, i tappeti la moquette.
Se mostrassi un paio di pattine ad un ragazzo di oggi penserebbe che siano guanti da forno.
Ora scusate vado a passare la lucidatrice, sono rimasto il ragazzo di una volta...
Prosit
 
 
 
capracottacapracotta on January 5th, 2014 09:42 pm (UTC)
Quando ero piccola in casa di un'amica c'erano sempre le pattine, anche se a dire il vero io, in quanto ospite, non le ho mai messe. Certo che questa delle pattine regalate con la cera non la sapevo!
bustonebustone on January 6th, 2014 06:37 am (UTC)
Con la cera regalavano un sacco di altre cose bellissime! Puzzle di legno, pupazzetti e c'è stato un periodo che l'intero flacone era uno dei sette nani! (aka una volta svuotato lo potevi usare come nano da giardino!!)
Una volta si che era una gioia andare al supermercato con la mamma... ora anche le sorprese delle patatine fanno schifo :-(