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02 February 2014 @ 10:33 am
Libri in prestito  
Un libro rovinato è, per chi legge, una ferita nell'anima.
Eppure c'e' chi non ha alcun riguardo.
Aprirli ben oltre la loro possibilità, piegare pagine per tenere il segno, prendere appunti sul bordo, gettarli nella borsa del mare insieme a ciabatte e focaccia, sono gesti abituali che fanno inorridire i lettori rispettosi.
Ho saputo di un tizio che ogni mattino, per recarsi al lavoro, prende il treno.
Durante il tragitto è abituato a leggere, si isola come molti dal mondo e alza lo sguardo solo poco prima della stazione di arrivo.
Quando raggiunge l'ufficio la prima cosa che fa è tirar fuori il libro dalla borsa (nella quale lo ha riposto per il tragitto che effettua a piedi), strappare tutte le pagine lette e gettarle nel cestino.
A chi gli chiede una spiegazione per quel gesto definitivo, risponde che non ha senso portarsi dietro il peso di cose già lette.
Naturalmente il libro finito sul treno non arriva neppure in ufficio, quell'ultimo frammento composto da poche pagina viene gettato nel cestino dei rifiuti della stazione come il torsolo di una mela.
Si potrebbe perfino fare della filosofia dietro il suo comportamento o psicanalizzare l'individuo, quello che di certo salta fuori è la poca considerazione per il manufatto.
Ma molti altri sono fieri di trattar male i libri: "Compro quelli in edizione economica apposta!" - dicono

I libri delle biblioteche spesso raccontano la loro vita che ha intersecato quella reale di molti e se il loro contenuto ha cambiato umore, ragione, opinione nel lettore, quest'ultimo, in una sorta di scambio reciproco ha cambiato il libro.
Immaginiamo il libro nuovo che dopo aver ricevuto l'adesivo identificativo che riporta il numero progressivo e magari il timbro sulla terza di copertina dove si ricorda che il libro è un bene comune, che va trattato con ogni cura, restituito entro il termine stabilito e bla bla bla.
Ecco, il primo lettore che porta a casa il libro, sarà fiero di aver ricevuto quella copia nuova di zecca, così felice che la prima cosa che farà, sarà quella di levare la fascetta che riporta i premi vinti o le notizie sull'autore.
Lo farà per comodità di lettura ma quando il libro tornerà tra gli scaffali della biblioteca ne sarà privo.
Il secondo lettore lo scorderà per una settimana sul balcone al sole, il terzo rovescerà un bicchiere sul comodino che investirà sveglia, pastiglie per dormire, ritratto e angolo del suddetto libro.
I tentativi di asciugatura con il phon lo gonfieranno un poco donando alle pagine un aspetto vetusto.
A pagina centoventitre una macchia di sugo contribuirà ad allargare la scena del delitto, il lettore successivo si chiederà se quello stesso oggetto che tiene tra le mani faceva parte del momento in cui l'assassino pugnala a morte il conte e il sangue imbratta pavimento e tappeto.
La crema da sole ha incollato due pagine sul fondo, vero che quelle stesse pagine contenevano descrizioni e che tutta la storia stava ormai giungendo alla fine ma il lettore successivo che non poteva sopportare di saltare dalla pagina 232 alla 235 si è dato da fare con un tagliacarte strappando anche le pagine che si potevano leggere. Per nascondere la malefatta ha deciso di strappar via tutta la quartina.
Ora pagina 231 termina con: "Vedi Carol, è giunto il momento che pensi alla mia vita...
e prosegue a 236 con "ho provato molte diete ma non c'e' verso di stringere un buco della cintura".
I lettori successivi avranno diverse reazioni, chi non si accorgerà della mancanza, chi riderà dell'involontaria battuta, chi non potrà sopportare di non aver letto per intero il libro e rimarrà con un senso di insodisfazione che potrà appagare solo andando in una libreria e facendo finta di leggiucchiare il romanzo, leggere per intero quelle maledette, quattro facciate scomparse.
I libri si deteriorano sempre di più fino a diventare oggetti capaci perfino di emanare repulsione.
Chi si porterebbe a letto una "Madame Bovary" sgualcita e maleodorante?
Un "Robinson Crusoè" gonfio d'acqua o "Alla ricerca del tempo perduto" con la scritta: "Ricordarsi di comprare le arance?
Prosit
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capracotta: art books & morecapracotta on February 3rd, 2014 01:15 pm (UTC)
Ecco, appunto. Io in biblioteca devo aver visto troppe tracce umane di lettori passati, non fa per me. Ma davvero c'è chi strappa le pagine lette?!
bustonebustone on February 3rd, 2014 02:04 pm (UTC)
Giuro, pare una cosa inventata... ma e' tutto vero
Certo chi fa cosi' non pensa certo ad una futura possibile rilettura, ad un prestito, ad una donazione a qualche scuola/libreria o al semplice conservare un oggetto sul quale abbiamo posato l'anima.
Una lettura senza scampo, un lesto dimenticare, il libro diventa una bomba ad orologeria, ogni pagina un tic fino all'esplosione che distrugge definitvamente il libro stesso.
L'equivalente nella musica?
Al primo ascolto distruggere il CD
Bruciare un quadro dopo il primo sguardo?
Non vorrei (ma nemmeno potrei) essere amico di una persona del genere.
Siamo abitati da libri ed amici, dice Pennac ma i miei amici non distruggono i libri!