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12 March 2014 @ 12:10 pm
Tatuaggi nei paraggi  
Il primo tatuaggio fu la sua data di nascita.
Forse l'idea gli venne da quella stampigliata sulle uova o forse voleva onorare il momento in cui era cominciato tutto, per lo meno la sua avventura su questa terra.
In uno scrupolo iniziale, che non ebbe piu' seguito, scelse un posto nascosto: l'ascella sinistra che offri' al tatuatore sperando di non provare troppo dolore.
Per tutto il tempo dell'operazione rimase col braccio sollevato come chi sa la risposta giusta.
Nessuno avrebbe mai potuto osservare quella piccola scritta, nessuno avrebbe mai notato che il sei era un poco sbavato o che il ricciolo del due finiva troppo presto. Lui sapeva di avere quel posto segreto dove aveva registrato la sua venuta al mondo e questo gli bastava.
Certo ogni tanto si tirava su la maglia, sollevava il braccio, voltava la testa e la leggeva.
Allora una strana sensazione si impadroniva di lui, che fosse lo scacciare l'idea di accostare a quella data quell'altra che sancisce la nostra partenza da questo mondo, l'immaginarle entrambe scolpite su una lapide o gli inevitabili conti di quanto, con valutazioni da "indovina il peso della trota", ci rimanga ancora da vivere.
Il secondo tatuaggio fu una scritta a rovescio che si leggeva nello specchio.
Occupava gran parte del petto, si dovette rasare ogni pelo per poter lasciare campo libero al tatuatore.
La scritta diceva: "Ricordati di lavarti le orecchie".
Era quello che gli diceva sua mamma ogni volta che lui andava in bagno, non importava se era entrato per lavarsi i denti, quella raccomandazione non mancava mai.
Quando rimase orfano era la frase di lei che piu' gli tornava in mente cosi' penso' di rendere tangibile il ricordo e unirlo all'utilita', in effetti grazie a quel promemoria le sue orecchie e l'immediato circondario erano sempre linde come una saponetta.
Zitti' tutti quelli che pensavano che i tatuaggi non hanno alcuna utilita' quando sul braccio sinistro si fece disegnare un righello con doppia scala e sul palmo della mano destra la tabella con gli orari delle corriere.
Quando li cambiarono scrisse una lettera all'azienda dei trasporti ma non ottenne mai risposta.
Prosegui' di li' a breve con poesie che stavano sparse sulla sua schiena come tanti avvisi infissi ad una bacheca.
Poi le password e le coordinate bancarie che fece tatuare in mezzo alle chiappe, (viste le spese di gestione del conto e il timore costante di prenderselo in quel posto gli sembro' una perfetta e celata collocazione). Prosegui' con una cartina del quartiere che trovo' posto su una coscia, la lista standard della spesa sul polpaccio destro e quella delle cose da mettere in valigia per le vacanze su quello sinistro.
Aforismi, frasi celebri, pensieri, ad ogni cosa che riteneva degna di essere conservata o che sentiva particolarmente vicina trovava un posto sul suo corpo.
Poi venne il giorno nel quale vide su una rivista un pesciolino, due semplici linee ed un puntino, era appena l'accenno di un pesce ma volle che fosse con lui.
Il tatuatore ci provo' ma ogni piu' piccola superfice, anche la piu' nascosta, era occupata da tratti, parole, disegni...
Che fare?
Alcuni laboratori americani avevano appena cominciato ad utilizzare l'inchiostro bianco, un nuovo pigmento che si diceva garantisse una efficace copertura.
Manco a dirlo volle provarlo e comincio' a farsi coprire i vecchi tatuaggi.
Se il suo corpo era prima come un libro dei ricordi divenne presto un quotidiano dove ogni giorno si potevano leggere nuove notizie od osservare nuove opere d'arte.
Quando arrivo' l'estate comincio' a girare in costume da bagno sul lungomare e si fermava volentieri per farsi leggere cambiando spesso posizione per agevolare il pubblico. Qualcuno comincio' a fare richieste che lui segnava su un minuscolo taccuino, fidanzati chiedevano le loro iniziali circondate da un cuore trafitto, un consigliere comunale candidato alle elezioni la sua foto con il programma, il chiosco dei gelati l'elenco dei gusti con i prezzi per cono, coppetta e extra dose di panna (in cambio di gelati gratis si sarebbe poi dovuto fermare ogni tanto nelle vicinanze).
Cosi' la sua vita cambio', divenne carta vivente, la corteccia dove gli innamorati si promettevano eterno amore, elargitore di informazioni, galleria d'arte a cielo aperto, curiosita' e richiamo per i turisti che arrivavano dai paesi vicini per farsi una foto insieme all'uomo dai tatuaggi variabili.
Se passate da quelle parti e' facile riconoscerlo, la sue orecchie sono pulitissime.
Prosit
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