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01 April 2014 @ 12:31 pm
Meglio mezza balla che la triste verita'  
Contare balle e' diventato necessario come respirare.
Chi e' davvero capace di raccontarne puo' aspirare ad importanti cariche nei piu' svariati settori.
Veri virtuosi della balla si trovano anche nella vita di tutti i giorni.
Constatato che alle numerose mancanze ed inneficenze di servizi e trasporti non si puo' sopperire per scarsita' di fondi o incapacita' cronica, il miglior modo per affrontare il quotidiano e' quello di raccontare balle.
Non ci sono limiti alla grandezza delle bugie, piu' sono incredibili e piu' vengono accolte positivamente.

Il conduttore passa tra i sedili sgualciti per controllare i documenti di viaggio.
"Biglietti prego..." - dice
"Un attimo che lo cerco" - dice una donna e infila la mano dentro una enorme borsa di vimini che tiene posata sulle ginocchia.
"Faccia con calma ma non esageri perche' sto per morire" - dice il conduttore
"Morire? Mi spiace, ma come mai?" - chiede la donna con la faccia costernata
"No, e' che l'altro giorno mi sono infettato con un biglietto, mi son tagliato ma c'era questo timbro di validazione probabilmente stampato da una macchina dove era presente questo morbo rarissimo che si trasmette con l'inchiostro quando viene sottoposto alla luce dei neon che sono installati nei sottopassaggi... non ci capisco molto, il fatto e' che una volta contratto non esiste cura e si hanno esattamente ventritre ore e dodici minuti prima di restarci secchi..."
"Urca e a lei quanto manca?" - chiede la donna, i volti degli altri passeggeri sono tutti rivolti ad osservare attoniti la tragedia che si sta compiendo a poca distanza.
L'uomo tira su la manica della giacca, snuda un grosso cronografo dal bordo dorato, legge il quadrante e poi dice: "Mancano tredici minuti, ho calcolato che per quel momento dovremmo essere fermi alla stazione di Spotorno, pensavo di scendere dal treno e sedermi sulla panchina vicino alla fontana..."
"Quella coi pesci rossi?" - chiede il ragazzo seduto di fronte
"Proprio quella, ci sono anche delle piante di papiro"
"Bello, e' proprio un bel posto per morire" - dice la donna
"Si, non che ci sia molta scelta da queste parti ma la stazione e' dotata pure di salite per gli handicappati, ho pensato che quando mi porteranno via cadavere saranno agevolati con la barella..."
"Ma che bravo, lei si che e' dotato di senso civico, addirittura pensare a chi dovra' portar via il suo corpo esangue, le faccio i complimenti!" - dice un signore anziano che porta sul bavero la spilla dei combattenti e reduci.
"Comunque signora, ha trovato il biglietto?" - conclude tornando alla donna
"Un attimo solo, capisco che il tempo e' importante ma qui dentro ho tanta di quella roba che mi creda, trovare il biglietto e' come cercare un lago dentro un pagliaio..."
"Non era un ago quello?" - dice il ragazzo
"Lago, ago, fa lo stesso" - dice la donna e intanto rovescia il contenuto della borsa sulle ginocchia.
Spazzola, trucchi, due telefoni, una agenda, un pacchetto di fazzoletti, un portafoglio, una busta per occhiali, una scatola di pastiglie contro l'emicrania, una penna, una matita, una rivista di cruciverba, un mazzo di chiavi, un paio di scontrini e una piccola scatola nera.
"Oh no!" - dice la donna afferrando il cubo
"Oggesumaria ma quello non e' mica..." - balbetta il conduttore
"Si, e' proprio lui, non capisco come sia finito nella mia borsa ma se si dovesse aprire saremmo tutti cadaveri.." - dice la donna
"Io in fondo devo morire quindi minuto piu' minuto meno..." - ribatte il conduttore
"Io invece son giovane e siccome ho buone probabilita' di diventare un famoso cantante mi girerebbero un po' le balle a schiattare qui in mezzo a voi..." - dice il ragazzo
"Guardi che non ci tengo nemmeno io a morire e non sarebbe di nessuna consolazione trapassare insieme ad un conduttore in fin di vita, ad una futura rockstar, ad un reduce e alla donna che in borsa custodiva il cubo di pandora..." - dice un tipo che non era ancora intervenuto. Poi afferra il cubo e lo scaglia fuori dal finestrino senza esitare.
Passano secondi che paiono eterni, la donna si passa la mano sul viso come a constatare di essere ancora tutta intera, il reduce rilassa la mano con la quale stava stringendo i flaccidi gioielli di famiglia, la donna si mette a ridere, una risata isterica che rimbalza contro la cappelliera e si perde lungo la spina dorsale degli altri passeggeri.
"Ora non vorra' vedere il biglietto vero? Non dopo quello che abbiamo passato..." - dice poi rivolta al conduttore
"Ma no, ormai siamo dei sopravissuti!" - risponde l'uomo mentre infila la pinza in tasca.
"Piuttosto, ha detto che e' il morbo dell'inchiostro sottoposto alla luce al neon?" - dice il vecchio
"Proprio cosi'" - risponde l'uomo che forse per gli avvenimenti aveva dimenticato la sua sorte.
"Allora prenda una di queste!" - dice e gli porge una scatola di palline Ziguli'
"E'l'unico antidoto esistente per quel morbo, lo studio da quando avevo sei anni, e posso affermare che queste caramelle hanno l'esatto dosaggio di edulcoranti, vitamina C e zucchero per debellare il veleno..."
Il conduttore afferra il pacchetto, ne estrae una e la fa scivolare in bocca
"Presto conti fino a venti a ritroso e pensi al colore viola!" - consiglia una suora che passava di li' alla ricerca di un posto libero.
L'uomo non fa domande perche' ha la bocca piena, chiude gli occhi, conta mentre succhia la dolce pallina poi la ingoia quando arriva allo zero.
"Allora, allora, come si sente?" - chiede il reduce
"Bbene, mi pare" - dice il conduttore poi da' un occhiata all'orologio e non appena si accorge che la lancetta dei minuti ha superato l'ora fatidica esclama un: "Hurra!"
Parte automatico l'applauso, il ragazzo promette che comporra' una canzone per l'avvenimento e forse il primo disco si intitolera' "Pikkia il morbo".
"Tutto e' bene quel che finisce bene e se non fosse che mi sono iscritto al corso ferrovieri a cavallo vi inviterei tutti alla mensa del personale di spotorno..." - dice l'uomo rinato
"Peccato, dicono che fanno certe scaloppine..." - ribatte la suora che ha trovato un sedile si e' accomodata
"Eh si, pare usino la coscia di impala" - dice il conduttore.
"Gia' solo maschi e solo zoppi..." - ribatte il ragazzo.
Poi il treno si ferma, tutti tornano nel silenzio che spesso contraddistingue i viaggiatori
Silenzio necessario per poter inventare nuove, elaborate, balle.
Prosit
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