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18 May 2014 @ 10:23 am
L'ingannevole fine degli oggetti  
Gli oggetti, come tutto ciò che esiste, hanno una vita che prevede un inizio e una fine.
Alcuni hanno già la data della loro dipartita stampigliata in una zona poco visibile, come se qualcuno avesse avuto un minimo di riguardo (non per il consumatore che impiega ore per trovare la suddetta data).
Altri sono più longevi, a volte superano addirittura la vita biologica dell'utilizzatore e vengono tramandati da padre in figlio.
Altre volte ancora, ci ingannano come se volessero, prima di salutarci per sempre, giocarci un ultimo scherzo.
Il tubetto di dentifricio spremuto fino in fondo che ci esorta ad acquistarne uno nuovo, continua
ad elargire dentifricio per giorni e giorni, come il gonnellino di eta beta da cui estrae gli oggetti più impensati.
Il tubetto nuovo se ne sta ritto e pronto dentro il bicchiere mentre quello piatto e pieno di pieghe, che si direbbe sfinito e senza più nulla da offrire, continua imperterrito ad elargire il prodotto di cui è stato riempito.
Il libro:
Quando si giunge alla fine del libro si entra nella zona: "Pericolo".
E' il momento di valutare se sia il caso di portarlo con se. Potrebbe terminare a metà viaggio e lasciarci con l'unica opzione di guardar fuori dal finestrino o peggio ascoltare i discorsi degli altri passeggeri.
Dunque quando siamo giunti in quella zona, occorre valutare attentamente cosa fare, tenendo conto delle dimensioni del tomo e del peso, fattori non trascurabili per il suo trasporto.
Se dobbiamo portar dietro il libro di riserva, l'ingombro raddoppia, insomma si può rischiare o star tranquilli ma ci sono controindicazioni per entrambe le scelte.
In ogni caso l'inganno libresco sta proprio in quelle ultime pagine, spesso valutate con il sonno che ancora ci pervade e con poca lucidità mentale.
Il libro salta dal comodino alla borsa e mentre lo teniamo amorevolmente sulle ginocchia con il sottofondo del rumore dei binari ecco che scopriamo la beffa: c'erano appena due pagine ancora da leggere, tutto il resto è indice, note dell'autore, ringraziamenti e perfino un piccolo catalogo delle opere della collana.
E allora il barattolo della nutella che pare pieno (peso del vetro e colore) e poi si vede il fondo, una matita che pareva offrire milioni di linee e invece il temperino svela una fragile anima che si spezza, si spezza, si spezza, fino a lasciarci in mano un moncherino inutilizzabile.
Le lame del rasoio che smettono di tagliare a metà barba, la cerniera della valigia che si rompe al check-in, il buco nel serbatoio, la valvola che perde.
Tanti sono gli oggetti che alla fine ci ingannano, basta rifletterci un attimo e forse ne rimangono
pochi davvero sinceri.
I pupazzetti appartengono a questa categoria e io li adoro.
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