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23 May 2014 @ 11:09 am
Cristi che ballano  
Ho gia' parlato dei giochi della mia infanzia ma oggi voglio rendere omaggio al mio vecchio amico Roberto che aveva un modo tutto suo di inventare nuovi giochi.
Va detto che il Roberto in questione non ha nulla a che fare con gli altri Roberti ciclisti e parenti che gia' nominai, era mio compagno di banco alle scuole elementari (ebbene si, la mia vita e' piena di Roberti).
Eravamo in prima che lui gia' studiava per entrare nella banda cittadina. Lo seguii anche io dopo un paio di anni ma questa e' un altra storia.
I giochi derivavano dalle sue esperienze, era abbastanza normale guardare un film western e poi mettersi a giocare ai cowboy, ma non era ancora piu' originale suonare durante una processione e poi realizzarla con i soldatini?
Il pavimento in graniglia della sala di ingresso rappresentava il percorso, una cornice girava tutta intorno, era la strada destinata al passaggio dei fedeli (i soldatini). I portatori dei cristi (in Liguria e' ancora oggi viva la tradizione delle casacce, ovvero antiche confraternite che vestono abiti tradizionali e che portano in processione pesanti crocifissi) erano dei Big Jim che si caricavano sulle spalle croci realizzate con le mollette.
La banda dei carabinieri dell'Atlantic completava l'opera.
Di solito sulle note di una audiocassetta che suonava hit tipo "Mira il tuo popolo" o " Noi vogliam Dio" si spostavano i vari personaggi fino a completare il giro. Non mancava la benedizione del prete (interpretato da un capitano a cui era stata segata via la pistola e aggiunto un microfono della Barbie a guisa di aspersorio.
Al termine, come accadeva nella realta', i Cristi venivano fatti ballare, una vera e propria prodezza se si considera il peso e il difficile equilibrio.
Roberto in questo caso andava oltre, aveva realizzato un casalingo costume da Cristezanto con tanto di imbragatura (il crocco) e alloggio per la croce (due bastoni della scopa e tanto scotch) che alloggiava dentro il cilindro di cartone che era stato l'anima di un rotolo di carta igienica.
Imitava alla perfezione i veri camalli, procedeva con le mani dietro la schiena, il Cristo sulla spalla poi lo faceva ballare.
A volte io impersonavo lo stramôôu che sarebbe l'assistente del camallo, colui che afferra il Cristo e lo tiene in equilibrio quando i camalli si danno il cambio.
Tutto era leggero ma facevamo finta di riuscire a stento a mantenere il cristo in equilibrio, dicevamo con la foce soffocata dallo sforzo: "Fai presto che non ce la faccio piu'..."

Sullo stesso percorso si correva anche il giro d'Italia, la banda di servizio era sempre quella dei carabinieri mentre i ciclisti erano di latta, sottili come fogli di giornale, colorati e intenti a dare il massimo.
Roberto faceva la radiocronaca, spostava i ciclisti, lanciava qualcuno in fuga, lo faceva riprendere dal gruppo e dopo la bagarre dello sprint finale lo premiava sul palco dei vincitori.
Purtroppo i ciclisti erano un tutt'uno con la bici, difficile fargli indossare la maglia rosa o farli baciare dalle miss.
A volte un ciclista finiva fuori pista ed era un piacevole diversivo perche' la tappa era noiosa.
Roberto non ammetteva che capitassero cose poco attinenti alla realta'.
Io avrei voluto che un ciclista impazzisse e travolgesse tutti gli altri, che arrivassero gli alieni e rapissero tutti per una corsa su marte o che la banda dei carabinieri, posati gli strumenti, sbattesse tutti in galera ma non si poteva, al massimo potevo agitare la bandierina al passaggio degli smilzi.
Prosit
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capracottacapracotta on May 26th, 2014 06:27 am (UTC)
Giochi alternativi! Mi piace :-)
bustonebustone on May 28th, 2014 10:43 am (UTC)
Sono i migliori! :-)