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07 June 2014 @ 06:38 pm
Biobuoni  
Al supermercato biologico si è tutti più buoni.
Non so se la bontà è già insita nei consumatori o è l'atmosfera che si respira nel negozio a modificare le persone, il fatto è che c'è questa aurea da "volemose bbene" che pervade ogni cosa, dalle zucchine bio alla scatola del burghul.
La musica diffusa dagli altoparlanti contribuisce ad aumentare l'effetto di serenità, i sorrisi rimbalzano da un viso all'altro, tutti tengono la voce bassa rispettosi del luogo, in fondo è il tempio di madre natura dove ogni alimento, imballo o confezione è stato creato rispettando equilibri, chilometraggio e metodi di coltivazioni naturali.
Al supermercato bio sulla porta c'è l'adesivo "OGM NOI QUI NON POSSIAMO ENTRARE", gli scaffali sono bassi per aiutare le persone anziane a raggiungere qualunque prodotto, i carrelli ben oliati si fanno spingere con facilità, ci sono le lenti di ingrandimento per leggere le scritte sulle confezioni e i piattini con gli assaggi.
C'è un profumo di lenzuola appena lavate, erba dopo la pioggia, cioccolato appena scartato, capelli di neonato e vaniglia.
Al supermercato bio la maggior parte delle persone indossa le infradito, qualcuno è scalzo, altri hanno sandali di vimini.
Al collo dei clienti si possono osservare collane etniche e i tatuaggi, dico TUTTI i tatuaggi rappresentano simboli mistici.
Una volta è entrato uno che aveva scritto: "Cinzia" sul braccio ed è stato subito oggetto di sguardi truci (il massimo dello spregio) da parte degli altri.
Una ragazza ha subito acceso un incenso al legno di sandalo dell'India meridionale, un altra ha cominciato a premere i sette chakra, un tipo ha tirato fuori una piccola chitarra e ha cominciato a intonare canzoni di Joan Baez...
L'uomo ha spiegato che la Cinzia in questione era una maestra di Yoga che gli ha cambiato la vita...
"Era vegetariana?" - ha chiesto un signore con la lente in mano
"Vegana!" - ha risposto l'uomo
"E dove dormiva la notte?" - ha chiesto una vecchina
"Sopra un tatami orientato secondo i principi del Feng Shui" - ha risposto l'uomo
Ci sono stati attimi di silenzio, in aria solo il sottile filo di fumo dell'incenso, poi tutti hanno ripreso le loro attività, la cassiera ha sorriso e l'uomo si è sentito parte del tutto.
C'è da dire che stare inginocchiato qualche minuto sul tappeto di cocco dell'ingresso ha aumentato le probabilità di essere accettato.
Quando ha concluso la spesa ed è arrivato alla cassa la cassiera gli ha detto, un attimo prima di uscire: "Comunque ci riserviamo di verificare quanto ha detto su Cinzia, se scoprissimo che ha ingannato tutti quanti, beh nel retrobottega abbiamo delle mazze di legno biologico che sapesse... provengono da foreste gestite correttamente e responsabilmente secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
Buona giornata!
 
 
 
cockelberrycockelberry on June 8th, 2014 08:57 am (UTC)
Mi hanno sempre fatto paura le sette, i circoli ristretti di persone che "posseggono" la verità. Si ha sempre l'impressione di essere degli alieni piovuti sul pianeta eletto e destinati ad esserne espulsi, solo perché magari, ci piace ogni tanto sgranocchiare le patatine Pai…

Certe filosofie di vita diventano dogmi e i dogmi storicamente alla meno peggio hanno provocato incomprensioni dolorose.

Adesso posso alzarmi dal tappeto di cocco? Se volete confesso qualche altra fobia, ma vi prego, mettete via le mazze di legno biologico!!!… :-)

bello, socio. Come sempre ironico e pungente, come un tappeto di cocco ;-)
bustonebustone on June 9th, 2014 09:39 am (UTC)
Puoi alzarti socio, l'unica associazione a delinquere che ha ragione di esistere e' quella dei Turiddi del Bengala, la setta no-profit basata su saldi principi morali: opprimere gli oppressi, indebolire i deboli, perseguitare i perseguitati, bere alcolici, mangiare a sbafo, illudere la donna.
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