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10 June 2014 @ 11:08 am
Morire per vivere  
Mi chiamo James Manzetti e vivo a Los Angeles.
Come avrete intuito dal mio cognome non sono americano. Vivo da trent'anni nella land of opportunities ma sono nato in Italia, a Colle Roncolo sul Biserchio, provincia di Sondrio per essere precisi.
Come sono finito qui?
E' una lunga storia.
Tutto nasce da "Super eroica" il giornaletto sul quale ho imparato a leggere.
Storie di guerra che divoravo quando mi portavano dal barbiere, per lo piu' ambientate durante la seconda guerra mondiale, tedeschi contro il resto del mondo dove il resto del mondo alla fine vinceva sempre.
Avevo imparato le imprecazioni che lanciavano prima di morire, la foggia delle loro divise, le armi e i mezzi, e quando mi capitava di giocare con gli altri bambini non mi pesava affatto fare il tedesco, quello che alla fine moriva lanciando in aria i versi come: "Himmel! Fluck, Auf Wiedersehen e verflucht!".
Ero davvero bravo a morire, a venire colpito in corsa e stramazzare al suolo, a bloccarmi a meta' di un assalto e sgonfiarmi come un palloncino o ballare sotto gli immaginari colpi di un mitragliatore.
A volte saltavo per aria per il lancio di una granata, altre volte ancora, ma solo se il prato era in discesa, cadevo e lasciavo che il mio corpo rotolasse fino in fondo.
Gli altri bambini non vedevano l'ora di uccidermi, dicevano che nessuno dava loro una soddisfazione cosi' grande, ero l'indiscusso maestro delle morti e ne andavo fiero.
Poi mori' papa' e con mamma partimmo per l'America.
Ci trasferimmo a Santa Clarita, una piccola cittadina vicino a Los Angeles dove il fratello di mamma (lo zio Rocco) aveva fatto fortuna con un negozio di salumi italiani.
Cominciai la mia nuova vita, la scuola, gli amici, imparai in fretta la lingua e a respirare l'aria calda della California.
Qualche anno dopo, dietro alla spinta di un amico andai ad un provino, cercavano comparse per un film sulla guerra di secessione: giovani di bell'aspetto, biondi, alti quanto basta e capaci di morire.

La mia morte colpi' la commissione, caddi, rantolai, esalai l'ultimo respiro sopra un materasso di gommapiuma e avrei fatto lo stesso sul pavimento se ce ne fosse stato bisogno.
Ottenni la parte, nel film North and South appaio al minuto 123, per la precisione la mia immagine impressiona la pellicola per due rapidi secondi durante i quali vengo trafitto da una baionetta e cado fissando negli occhi il mio carnefice.
Quella fu la mia prima morte cinematografica alla quale ne seguirono molte altre.
Da allora posso vantarmi di essere morto centoventisei volte in quarantacinque modi diversi: trafitto, sparato, sciolto nell'acido, esploso, schiacciato, impiccato, annegato, bruciato, freccia nell'occhio, ascia nel cranio, spada nel collo, etc etc.
Le ultime mie interpretazioni (per un totale di sette secondi virgola tre) sono in "Games of Thrones" dove muoio sette volte.
Interpreto vari personaggi che con molta probabilita' nessuno ha neppure notato.
Sono un bruto che viene colpito da una freccia incendiaria, sono un prigioniero squartato dalla montagna, sono un soldato ucciso sulle mura di approdo del re, sono uno schiavo impiccato, un guardiano della notte che precipita giu' dalla barriera, un soldato pugnalato alle nozze di sangue, un marinaio bruciato dall'altofuoco.
Mia mamma dice a tutte le sue amiche che faccio l'attore, io preferisco dire che per vivere muoio, mi piace l'espressione di chi non coglie il senso delle parole.
Per Natale ho composto un video incollando tra loro tutte le mie morti e l'ho regalato a mamma.
Non e' mai andata oltre il primo minuto ("Figlio mio non ce la faccio a vedere quello che ti fanno") ma conserva il dvd tra i grandi classici, per la precisione tra "Via col vento" e "Titanic".
L'altro giorno mi hanno offerto una parte in "Walking dead" ma ho rifiutato senza esitare.
L'ingaggio e' buono ma non ci penso proprio a continuare a camminare sulla terra dopo che son morto. Certo queste rinascite contro natura ora vanno per la maggiore, muori e poi torni a tormentare il prossimo, ma sapete cosa ho detto? "Signori giratele senza di me queste pellicole, io sono della vecchia scuola e continuero' cosi' finche' arrivera' la mia ora (spero quel giorno di avere la forza di esclamare per un ultima volta: "Himmel" e poi morire nella mia migliore interpretazione).
Prosit
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