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30 June 2014 @ 04:01 pm
Un uomo  
Eccomi qui dinanzi a voi.
E' mia consuetudine non mostrare il volto ma quivi mi presento all'unico scopo di sorreggere i pensieri che partono dalla carne per poi librarsi nel cielo come canti che da una cattedrale di solida roccia si fondono con l'aria.
L'aspetto e' fuggevole e non amo la mia immagine riflessa, sbrigo le faccende di toeletta con la maggior lestezza possibile in modo da allontanarmi da me stesso e lasciare agli altri il tedio di osservarmi.
Sono comunque soddisfatto di codesto lavoro, se sia un capo-lavoro non so, senz'altro il soggetto non dona alcun valore aggiunto all'opera del pintore.
La mia non e' modestia, e' semplice constatazione.
Sono proprio io quello, il maestro pintore e' riuscito a cogliere una delle mie piu' evidenti caratteristiche: l'essere dubbioso.
Certo, e' spesso uso nei ritratti di capitani di ventura, condottieri, nobili e reali, mostrare il soggetto che palesa certezza e spavalderia.
E quei volti stan li' a fissare l'osservatore come a volerlo poi sfidare a singolar tenzone.
Santi, madonne e vescovi sono sovente rapiti dal mistero celeste, altri implorano merce', altri ancora hanno sguardi sottomessi come chi chiede scusa senza sapere quale male ha commesso.
Io son pieno di dubbi e non ho alcuna vergogna di svelare questo fatto. Le mie frasi sovente terminano con il punto di domanda e qui il maestro ha colto il momento preciso in cui qualcuno mi vuol convincere di qualche verita'.
Oh certo, per il quieto vivere spesso accetto affermazioni, lezioni e presunte certezze ma cio' che la mente razionale puo' ingoiare spesso il cuore rigetta.
Dunque osservando l'opera posso affermare che il proverbio che dice: "Al cuor non si comanda" e' fitto di assoluta veridicita'.
Ho chiesto di essere ritratto con la piuma, simbolo della mia corporazione: come un vessillo svetta sul mio copricapo.
Certo le dimensioni non corrispondono al vero che tener tra le dita siffatto oggetto di certo non aiuterebbe il fluire dello scrivere, tuttavia con orgoglio la porto: vela della mia fantasia, scudo contro le malelingue, tramite della mia liberta'.
Sopra un umile veste, tale mi sembra invero, sfoggio una gorgiera metallica, scomoda a vedersi ma, vi assicuro, ancor di piu' a portarsi.
Ella e' un altro simbolo, un blasone e un talismano, protegge la mia gola da dove scaturisce la voce che e' generata dalla cascata di pensieri che scendono dalla mente, dunque che io abbia sempre la liberta' di parlare, oltre allo scrivere, e che tutto quelli che vorrebbero tagliarmi la gola, cozzino contro il ferro e rinuncino ai loro propositi.
Questo e' quanto, mi pare, perche' non c'e' alcun dubbio sul fatto che i dubbi abitino in me come api dentro un tronco cavo.
Pace e bene

Old-Man