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06 July 2014 @ 08:19 pm
Scarpe  
Mi hanno chiesto una sceneggiatura.
Ma la devo inventare mentre questo tizio è al telefono, in parole povere devo dettare e lui prende appunti.
Non ci ho pensato tanto su, ho accettato subito, così, di impulso perché Betsy non porta a casa nulla, a parte debiti, cambiali e scarpe.
Qualche soldo in più fa sempre comodo no?
Betsy ama le scarpe e sembra possedere piedi voraci che ne mangiano un paio al giorno e ubbidendo ad un appetito atavico ne richiedono sempre di nuove.
A volte, quando rientra con la scatola sotto braccio (perché non ha resistito e sul bus le ha tirate fuori dal sacchetto per osservarle da vicino e Dio solo sa cosa penserà la gente vedendo quella povera donna di mia moglie che si rigira tra le mani le sue scarpe nuove come fossero i suoi bambini) posso essere in cantina, al cesso, agonizzante perché mi è crollata addosso la libreria che lei si leva le scarpe che ha ai piedi, ne indossa una nuova e mi cerca mentre si muove per casa saltando su un piede solo mentre tenta di infilarsi l'altra.
Come non sia ancora caduta è un mistero, come è misteriosa la sua capacità di trovarmi.
Non ho ancora capito se è il suo fiuto a guidarla o ha nel cervello un dispositivo di ricerca tipo missile balistico.
"Caro, che te ne pare?" - dice muovendo i piedi come Dorothy nel mago di Oz
"Ma non ne avevi già un paio rosse con la cinghia in pelle lavorata, tacco nove, punta quadra, decoltè?" - butto lì.
E lei: "Ma ciccino (perchè sono il suo ciccino) queste sono rosse con la cinghia in pelle lavorata, tacco nove, punta quadra, ma nienteaffattodecoltè!" - dice come se l'ultima fosse un unica parola.
"E poi guarda, mi sono detta, vuoi che il ciccino non approvi? Vuoi che non ti dimostri ancora una volta quanto ti ama? Vuoi che non apprezzi queste deeeliiizioooseeee scarpe?"
Finito il monologo nel quale io fungo sempre e solo da spalla, lei si volta e tacchettando si allontana.
Un giorno mi sono chiesto: "Vuoi vedere che questo bisogno immediato e urgente di mostrarmi le sue nuove scarpe non sia frutto di una certa coscienza sporca? Che da qualche parte alberghi in lei un senso di colpa che deve far tacere confessando il prima possibile il misfatto, cioè l'acquisto?
Ma poi è diventata una routine, certo io spero sempre di vedermela comparire davanti con un sacchetto di cibo cinese o con un regalo per me o dei fiori o magari una stramaledetta torta comprata per festeggiare qualche stramaledetto anniversario. Sopporterei perfino se un giorno entrasse in casa con un botolo.
Uno di quegli stupidi cagnolini con il ciuffo in testa e il fiocco e quell'abbaiare isterico e spesso inutile.
No, esistono solo le sue scarpe, le sue stramaledette scarpe.
Dunque dicevo, quando quel tizio mi ha chiesto se ero disposto a inventare una sceneggiatura ho accettato.
Prima gli ho comunicato le mie coordinate bancarie sissignori, dice che ci sarà un dollaro a parola più venti a forfait per articoli e punteggiatura.
Mi ha dato il soggetto: "Un tragedia del nostro secolo"
Ci ho pensato su, ma nemmeno troppo, poi gli ho chiesto: "Allora è pronto con la penna?"
E quello: "Si, si, quando vuole!"
E allora io:"Dunque, il pezzo si intitola: Scarpe..."
Prosit
 
 
 
cockelberrycockelberry on July 6th, 2014 08:54 pm (UTC)
Fulminante :-)
bustonebustone on July 8th, 2014 05:42 pm (UTC)
Grazie socio!
fuchsia_gfuchsia_g on July 7th, 2014 08:33 am (UTC)
Potendo scegliere, non sarebbero scarpe ma...un viaggio, si!!
Bello...e corre in cerchio, ecco, ricomincia...
bustonebustone on July 8th, 2014 05:42 pm (UTC)
Grazie molte!!! :-)
(Anonymous) on July 18th, 2014 03:13 pm (UTC)
belle cose
bustonebustone on July 19th, 2014 08:06 am (UTC)
Le scarpe? ;-PPPP