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15 July 2014 @ 06:34 pm
Blu e trippe  


Lucio Dalla cantava quanto è profondo il mare mentre Modugno tracciava confini aerei nel cielo blu dipinto di blu. Nel mezzo, sopra un suolo di terra e cocci di coppi, di quelli che un giorno avevano mostrato alla pioggia una schiena arcuata e tanta pazienza c'era Gino che spingeva la carriola.
Detriti caricati con la pala come un cucchiaino con del gelato alla vaniglia, lo stesso percorso rifatto più volte, avanti e indietro come il peso di una pendola e per tutto il tempo un vecchietto,  i gomiti poggiati su una ringhiera che lo osserva.
Gino ad un certo punto, (non allo scoccare di un ora precisa o in concomitanza di qualche evento,  ma all'inizio di un istante qualunque) si ferma, pianta la pala nella terra, e dice all'uomo: "Ma non ha niente di meglio da fare?"
E l'uomo che in effetti cominciava ad avere un certo languorino, pensando alle trippe che la moglie aveva messo sulla pentola prima che lui uscisse di casa, se ne va.