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24 July 2014 @ 07:12 pm
Londranimale  


Londra è una creatura addormentata che fa finta di non accorgersi di quelli che la calpestano. Un esercito di individui che cercano la propria identità, milioni di passi che incessanti la percorrono: sandali infradito e scarpe di cuoio, ciabatte e scarpe da tennis ma anche stivali, doposci, pattini e zeppe da cui spuntano dita sofferenti e pallide che lo smalto non riesce a rallegrare.
La creatura respira e ad ogni inspirazione butta fuori la varia umanità che gli è entrata dentro e poi ne risucchia altrettanta e la carezza con quell'abbraccio umido che sa di polvere e ferro e ancora e ancora e basta aspettare un minuto per partire per un viaggio per niente allucinante, dentro il suo apparato metro-circolatorio.
Linee che scavalcano altre linee, condotti e passaggi periferici e poi pubblicità come tatuaggi interni o radiografie ritoccate da artisti pop.
Intanto di sopra l'horror vacui ha contagiato anche i taxi che son diventati cartelloni in movimento: Bevi questo, usa quello, metti questa, prova quella. I bus di superfice paiono confezioni di plastica che ospitano doppi tramezzini e in mezzo a tutto questo,  passano le biciclette che per loro natura non possono ospitare reclam.
La bici dunque è un fossile vivente, il suo efficente scheletro rifiuta l'invasione visiva e continua a fregarsene di parcheggiare nelle righe o di rispettare i limiti di velocità.
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