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01 August 2014 @ 02:50 pm
Insert coin  
Riflettevo sui videogiochi in preda ad un raptus da: "Eh... ai miei tempi"...
Perché ai miei tempi era effettivamente diverso il rapporto tra giocatore e videogioco, c'era una specie di timore reverenziale dovuto a tre motivi:

Le dimensioni
Verrebbe una facile battuta ma visualizzate per un momento un bimbo di oggi con in mano un cellulare intento a giocare a qualche rompicapo e poi uno di ieri che gioca a Space Invaders.
Il primo sembra prendere appunti su un taccuino, il secondo pare adorare una divinità (lo Space Invaders aveva una cabina nera che lo faceva sembrare come il monolito di 2001 odissea nello spazio).
Se eri basso e desideravi ammazzare qualche alieno ti toccava salire su una seggiola o metterti in ginocchio proprio come un devoto adoratore.
Il posto dove era collocato era qualche angolo di bar, a volte vicino al cesso, altre al magazzino dove magari sfidava in altezza una pila di cassette di gazzosa.
Eppure, anche se defilato in modo da non disturbare quelli che giocavano a carte o a biliardo, attirava i giocatori con la sua forma, i suoni, la luce dello schermo che ammiccava invitante.

La novità
I videogiochi erano una novità e come tutte le novità erano vestiti di un aurea magica.
Ora si può paragonare la Xbox con la Playstation, una volta si paragonava nascondino con Frogger.
Capite la differenza?
Da una parte c'era sbucciarsi le ginocchia, dall'altra consumarsi i pollici.
Non sono di quelli che dicono che i bambini di oggi non giocano più all'aperto e che tutti giocano SOLO ai videogiochi, certo ci sarà chi esagera e non ha più le ginocchia ma ora ci sono console portatili, console da casa, telefoni, orologi, televisori, computer, tablet, ogni oggetto che possieda uno schermo offre un videogioco.
C'era la stessa differenza di andare ad un concerto e sentirlo seduti in poltrona in mp3.
Qualcuno dirà che forse l'mp3 si sente anche meglio ma le emozioni trasmesse da un concerto non sono paragonabili.
Ora si gioca per passare il tempo, una volta giocare era una scelta, si voleva passare del tempo giocando. E' una lieve sfumatura ma c'è.

Il mistero
La prima volta che ho visto un pixel è stato amore a prima vista, come poteva una racchetta fatta di... nulla, colpire una pallina altrettanto eterea?
Come poteva una rana saltare sopra dei tronchi o un'astronave infilarsi nello stretto cunicolo di una grotta?
E quei rumori, lo stridio di una porta che si apre, un raggio laser che sibila nella notte, i passi a ritmo di morte di schiere di alieni inesorabili e poi il passaggio rapido dell'astronave madre.
Dove finivano i pixel partiva la nostra immaginazione perché io pensavo che quell'astronave andasse a sbarcare altri alieni in qualche posto lontano dove forse c'era uno come me che voleva difendere la terra. A Lunar Rescue, quando salvavo qualche omino sulla superficie lunare, sapevo che finché ero solo e scendevo tra le meteoriti potevo prendere dei rischi ma una volta che a bordo saliva un naufrago avevo tutta la responsabilità di riportarlo a casa vivo e sano.
Come funzionavano quei videogiochi? Come facevano ad emettere suoni? Quale computer incredibilmente potente e piccolo (??) si nascondeva all'interno della console?
Fu un mistero anche il trucco degli accendigas piezoelettrici e misterioso chi per primo ebbe l'idea.
Immagino che non fosse frutto di conoscenze scientifiche quanto il fatto che la scossa e la vita (le vite infinite in questo caso) siano da sempre collegate (vedi nel vocabolario sotto la voce Frankenstein)
Si trattava di comprare un accendigas piezoelettrico, di quelli che generano una piccola scintilla.
Liberarlo dalla plastica per diminuirne le dimensioni e poi nasconderlo in tasca.
Bastava poggiare la parte che emetteva la scarica sul coperchio di metallo dove si inserivano le monete
per giocare gratis.
Ad ogni "Clikkete" i crediti crescevano. Se si vedeva un gruppo di bambini fermi davanti ad un videogioco da qualche ora, era certo che qualcuno avesse in tasca il magico aggeggio.
Va detto che il videogioco prima o poi si guastava (ma come non sono benefiche le scariche ad alto voltaggio?) e va anche detto che il bustone era un purista e per non togliere alcun valore alle cento lire o all'impegno che andava profuso per sopravvivere a lungo, non ha mai fatto uno di accendigas piezoelettrici.

Segue immagine di repertorio creata utilizzando campioni prelevati dal mio deposito segreto di pupazzetti.
Prosit

galactus
 
 
 
(Anonymous) on November 7th, 2014 02:12 pm (UTC)
l'era delle meraviglie
Sottoscrivo lettera per lettera, parola per parola. Le emozioni di allora sono irripetibili. Continuiamo a videogiocare perchè siamo indissolubilmente legati al ricordo della prima partita a pac-man. E la dico grossa, ma non c'è Uncharted o Call of Duty che tenga, una partita ad Asteroids spazza via tutto e tutti. Wow Atari !!!