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08 August 2014 @ 02:58 pm
Sassi  
C'era una volta un uomo che cercava di indovinare cosa avesse in tasca.
In verità sapeva benissimo cosa poteva trovare: qualche spicciolo, una castagna di ippocastano raccolta al parco (un rimedio della nonna contro il raffreddore sbugiardato dal fazzoletto che stava accanto incollato dal moccico), chiavi di casa, un gettone, il biglietto del tram, uno scontrino.
Ma questo era il massimo della sorpresa, per quanto infilasse la mano lasciando al tatto il compito di indovinare e alla mente la difficile trasvolata nei cieli della fantasia, quelli che tirava fuori erano oggetti comuni che si trovano in tutte le tasche.
A volte, ed erano momenti magici, infilava un paio di braghe che non indossava dall'anno prima e nelle tasche trovava oggetti insoliti.
Quel giorno trovò il biglietto di uno spettacolo teatrale che gli ricordò la maschera all'ingresso che puzzava di alcool e che strappava i biglietti con una rabbia che avrebbe potuto usare per torcere il collo al suo peggior nemico. La fattura di un ristorante nella quale il prezzo del coperto era uguale a quello delle trenette al pesto, gli ricordò di una macchia sulla cravatta, della difficoltà di trovare parcheggio e della discussione con Sonia su quanto fosse giusto lasciare come mancia al cameriere che tra l'altro li aveva serviti con un atteggiamento di sufficienza che avrebbe meritato dei calci nel culo, altro che mancia.
Ma Sonia si era impettita dietro al suo esprimere risentimento nei confronti dell'uomo, come una suffragetta che tenesse un comizio si era alzata in piedi giustificando il cameriere "Che lavora mentre noi mangiamo" per poi passare alle minoranze, a quelli in cucina che non avevano neppure visto (e che non sapevano se prima di far uscire i loro piatti li condivano con generosi sputi, - disse lui) ma lei non ascoltava, aveva attirato l'attenzione di tutte le coppie che c'erano nel locale. Perfino quei due piccioncini che dall'inizio della cena erano perduti l'uno negli occhi dell'altra, dovettero tornare sulla terra per ascoltare la ragazza che pareva ormai così ubriaca della sua stessa voce da non poterne più fare a meno.
E così dalla mancia arrivò al terzo mondo, alle classi disagiate, al debito pubblico e all'uomo nel senso di maschio, rovina del mondo.
Partì perfino un timido applauso da parte di tre signore che stavano festeggiando un compleanno.
Ricordò che sentì qualche insulto pronunciato con voce greve a cui avrebbe aggiunto volentieri i suoi e poi nuovi focolai di discussione nascere nei vari tavolini, qualcuna si era sentita parte in causa e aveva cominciato a litigare con il povero maschio di turno.
I camerieri, il loro più un altro paio, se ne stavano appoggiati agli stipiti della porta della cucina, le braccia conserte e sul viso espressioni divertite, probabilmente avrebbero rinunciato ogni sera alle mance se potevano assistere a quello spettacolo.
Nelle tasche trovò anche una pietra, un ciotolo tondo che aveva raccolto quel pomeriggio in spiaggia. (Solo i deficienti raccolgono i sassi, alla tua età nelle tasche dovresti avere solo il libretto degli assegni, ah già non hai un soldo in banca - gli disse Sonia, e comunque il giorno che deciderai di suicidarti bisogna che nelle tasche tu ne aggiunga altri, - aveva concluso.
Ricordò che si lasciarono ancor prima di raggiungere l'auto nel parcheggio e mentre scendeva i gradini pensava a quale congiunzione malefico-astrale li aveva messi insieme.
Si era arrabbiata perchè le aveva tirato il sasso, in quel momento gli era sembrato l'unico modo per farla smettere, se l'era trovato tra le dita e il braccio aveva ubbidito a qualche impulso.
Poi, quando era tornato il silenzio condito dalla sua faccia sbigottita, l'avevo raccolto e lo aveva rimesso in tasca, non che volesse considerarlo un trofeo ma gli sembrava brutto lasciarlo lì per terra, avrebbe potuto far scivolare un cameriere.
Non andava fiero di quello che era successo ma se ci voleva un sasso per rompere quel rapporto e per levarsi dalle tasche Sonia, beati tutti i ciottoli del mondo (e poi era certo che non avrebbe ottenuto lo stesso effetto lanciandole contro un biglietto del tram).

Il saggio dice: "A volte può essere sorprendente infilare una mano in tasca e non trovare nient'altro che la stoffa".
Prosit
 
 
 
cockelberrycockelberry on August 9th, 2014 01:49 pm (UTC)
pericoloso tenere sassi in tasca… ;-)
bustonebustone on August 9th, 2014 03:23 pm (UTC)
Ma utile, Davide (quello di Glia) dixit :-)