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10 August 2014 @ 02:56 pm
Il cervello che non c'era  
C'era una volta un uomo che ubbidiva al suo dito mignolo.
Certo, c'erano stati quelli che prendevano ordini dalla consorte, quelli schiavi del proprio capo ufficio, perfino quelli che abbassavano il capo sotto a regole religiose o sciocche superstizioni ma mai si era visto un uomo controllato dal proprio mignolo (il sinistro per la precisione).
Tutto avvenne durante quella visita medica. Quella a cui venne sottoposto dopo l'incidente in motorino.
Nulla di grave, l'apecar del fruttivendolo, che marciava nella direzione opposta alla sua, aveva preso la curva alla "Aiutami San Callisto" e in effetti il santo aveva dato una grossa mano in termini di tenuta di strada ma non aveva fatto i conti con il suo arrivo.
Se Mario avesse un santo protettore non si sa, di certo arrivò solo all'ultimo per evitare il peggio. Aveva preso in pieno quell'aggeggio a tre ruote facendo un volo così acrobatico per perfino San Callisto esclamo: "Per tutti i diavoli dell'inferno!".
(E quelli chiesero: "Cerchi qualcuno in particolare?" ma lui rispose: "No no, scusate, era solo un imprecazione...".
Atterrò per fortuna sul cassone, le patate attutirono la caduta anche se, finire sopra le uova, sarebbe stato meglio e in più i soccorritori avrebbero potuto esclamare: "Questa si che è una bella frittata!".
Portato d'urgenza al policlinico venne sottoposto ai primi accertamenti. Non appena gli fu levato il casco la testa si aprì in due come un uovo di pasqua.
I segni vitali erano stabili nonostante la rottura. Non ci fu bisogno di un rx alla calotta cranica perché tutto era alla luce del sole, cioè alla luce alogena della lampada della sala operatoria.
"Che mi vengano a prendere tutti i diavoli dell'inferno!", esclamò il primario (e i diavoli ubbidienti avevano già cominciato a salire ordinatamente sui torpedoni satanici per recarsi di sopra e portar via l'uomo che pareva desideroso di lasciare questo mondo).
"Mai ho veduto una tale stranezza!" - esclamò
Poi fece due analisi di rito che rivelarono che il cervello non aveva subito danni perchè non c'era.
"Che bizzarria!" - esclamarono all'unisuono gli altri medici.
Forse per il gran trambusto l'uomo si svegliò.
"Bentornato tra noi signor Mario" - disse un infermiera di colore che leggeva sempre il nome sulla cartella per migliorare l'empatia dottore-paziente.
"Ma, dove sono?" - chiese lui
"Ha avuto un incidente ma è tutto a posto, se avesse avuto un cervello come tutti noi a quest'ora sarebbe a giocare a carte con qualche santo (San Callisto maledisse la sfortuna, gli mancava giusto il quarto per una partita a scopone scientifico) ma grazie alla sua anomalia ora potrà raccontare la sua avventura ai nipoti!"
"Certo resta da capire dove sia il suo cervello, perché se fino ad ora non ne ha mai patito la mancanza, è evidente che da qualche parte sia" - disse il primario.
Diede l'ordine di richiudergli il cranio e raccomandò all'uomo di fare esami approfonditi.
"Quando si riprenderà venga a trovarci, vedrà che troveremo quel suo cervello e ora mi voglia scusare" - disse il primario congedandosi.
Mario tornò a casa, si sentiva leggero, soprattutto la testa anche se forse era solo la consapevolezza di saperla vuota.
Capì perché non aveva mai sofferto di emicrania, e quando lo venne a trovare il fruttivendolo con una cesta di verdura e una faccia costernata, gli raccontò tutto.
L'uomo non voleva credere a quello che sentiva, forse era stata la botta e l'uomo era ancora sotto shock, se non aveva il cervello nel cranio dove poteva essere?
Lo scroprì poco dopo, si alzò per levare il disturbo quando inavvertitamente pestò un piede al povero Mario che indossava leggere pantofole di feltro.
Il dolore fu atroce, così lancinante che Mario afferrato un pesante portacenere di onice che si trovava sul tavolo, lo calò sulla testa del fruttivendolo.
Siccome l'anatomia dell'uomo corrispondeva perfettamente ai canoni, morì sul colpo prima che San Callisto sopraggiungesse per fargli firmare il documento di fine rapporto.
La causa delle sue pene era riversa a terra ma il dolore continuava imperterrito a scuoterlo.
Pareva che il mondo, tutto quanto, partisse dal suo mignolo e che quello lanciasse silenziosa urla di dolore.
In quel momento capì dove era collocato il suo cervello, capì e gli venne naturale chiedere proprio a quel dito che cosa doveva fare.
"Sbarazzati del corpo poi vediamo" - gli ordinò quello
E Mario avvolse nel tappeto quello che rimaneva del fruttivendolo, lo caricò nel bagagliaio della sua auto e lo buttò in mare dopo averlo incatenato a due blocchi di cemento spartitraffico raccolti lungo la strada.
"E ora?" - chiese poi
"Ora ti occuperai del primario, mi stavo antipatico, anzi vorrei liberassi questo mondo da tutti gli altri medici che ti hanno soccorso, lascia stare l'infermiera, lei non se lo merita, poi vorrei dessi fuoco a quella maledetta apecar e poi al negozio.
Fai con calma anzi prima non mi dispiacerebbe un bel pediluvio, magari con i sali e quando uscirai di casa, per favore, fila subito a comprare un paio di anfibi, si bravo, di quelli con la punta di ferro, tanto per star tranquilli..."
Prosit
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