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23 August 2014 @ 09:46 am
Libertà di incasinare  
L'uomo ha da sempre cercato di imporre il proprio volere sulla natura.
Le collezioni rappresentano la sua viscerale voglia di dare un ordine alle cose.
Ciò è dimostrato dal modo in cui esso raduna e colloca gli oggetti nelle sue abitazioni.
Il cassetto dove sono conservate le mutande contiene esclusivamente mutande. Differenze si possono trovare in abitazioni dove evidenti problemi di spazio hanno spinto la donna a scendere a compromessi: nel medesimo cassetto spuntano infatti i reggiseni. Da questo si deduce che i maschi siano i più portati a mantenere l'ordine ma la superiorità dell'uomo non è oggetto di questo capitolo.
Sono nati così oggetti destinati a contenere: fioriere, scarpiere, librerie, portaombrelli, portaposate, portamatite, portafoto, portauovo, portadocumenti, porta-sacchetti, etc.
Vietato porre un oggetto nel posto-luogo che non gli appartiene.
Una forchetta tra i coltelli è l'inizio del caos, un guanto nello scolapiatti uno frattura nello spazio tempo.

Questo era un estratto dal manuale: "Ordine e senso del tutto" di Hans Von Squeeze.
Nato in un paese del nord dove l' antica tradizione patriarcale e l'educazione tradizionale lo ha portato a credere fermamente nel maschilismo, esso sviluppò un forte senso dell'ordine sviluppando poi la sua teoria "Della classificazione universale".
Noto per il detto: "Ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa" esso fu pioniere delle principali teorie su archivi, codifica e configurazione.
Seguendo i suoi dettami il mondo è divenuto un luogo standard dove ogni persona, dal polo nord all'equatore, conserva le sue benedette mutande dentro un apposito cassetto.
Ciò si dimostra utile nel raro caso in cui qualcuno prendesse possesso di una casa altrui e senza perdere tempo potrebbe trovare la biancheria intima.

Nessun altro vantaggio è noto dunque è il momento di dire basta e di dirlo subito. Rompere il gioco dell'ordine costituito e dar spazio alla fantasia deve diventare un volere comune.
Da oggi ognuno potrà riporre gli oggetti come più gli aggrada: per dimensione, colore, forma, peso, utilizzo, umore, etc.
Ognuno potrà circondarsi di oggetti disposti secondo il suo estro, tutti abiteranno in una casa che sarà finalmente un' estensione della propria persona.
Tutti sono consci del fatto che nel caos si viva meglio, non appena capita il giorno in cui ci troviamo costretti (mamma docet) a mettere le cose a posto ecco che in seguito non troviamo più quegli stessi oggetti che fino a poco prima le nostre mani raggiungevano a colpo sicuro.
Non c'è bisogno di ulteriori dimostrazioni, provate per qualche tempo a evitare i contenitori, imparate ad essere disordinati e vedrete come la vita sarà più facile.
Liberi da quei legami che ci crocifiggono potremo finalmente usare un calzino per togliere una pentola dal fuoco, conservare nel portaombrelli l'impermeabile e infilare nel comò i cassetti alla rovescia in modo che aprendoli tutto il contenuto finisca per terra dove sarà più semplice trovare ciò che cerchiamo.
Questo al principio perché poi tutto sarà in bella vista sul pavimento e una semplice occhiata ci permetterà di scegliere e abbinare i vari capi di vestiario.

Gli oggetti hanno bisogno di spazio e noi siamo qui per ridar loro la libertà che meritano.
Apriamo le gabbie che li costringono in angusti anfratti privi di luce, lasciamo che vadano ad occupare spazi sempre nuovi, creiamo originali usi per le cose che avevano una esistenza segnata e priva di qualunque novità.
Questo sarà solo il primo passo, dopo la liberazione dell'oggetto arriveremo a quella del s-oggetto e allora si che ne vedremo delle belle!
Prosit
 
 
 
cockelberrycockelberry on August 24th, 2014 05:03 am (UTC)
hai preso esempio da casa mia, socio? ;-)