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04 September 2014 @ 11:49 am
Di scrivere non se ne parla  
Ecco, ho lasciato un po' di spazio perche' il titolo si lasci leggere e apprezzare.
Una frase ovvia ma con un significato che descrive alla perfezione quei giorni in cui riuscire a scrivere e' difficile.
Il processo creativo della scrittura rimane un mistero, quest'anno che sono partito con il proposito di scrivere tutti i giorni ho voluto sperimentare se l'impegno sarebbe stato troppo gravoso, se riuscire a trovare un poco di tempo durante il giorno sarebbe stato complicato o addirittura impossibile.
Ad alcuni scrittori e' stato chiesto di parlare delle loro abitudini creative, hanno risposto nei modi piu' disparati.
Ci son quelli che scrivono senza regole, stanno giorni senza schiacciare un tasto e poi si svegliano, magari in piena notte, e cominciano a scrivere.
Ci sono i metodici che considerano lo scrivere un lavoro come un altro che prevede sveglie e orari da rispettare. Dunque si siedono tutti i giorni davanti al computer dedicando allo scrivere un tempo stabilito. Rimangono seduti anche se non riescono a scrivere una parola, una specie di tentativo di educare il corpo alla scrittura, come fossero esercizi per tonificare il corpo.
Poi si sono quelli che hanno bisogno di particolari liturgie, luoghi, condizioni altrimenti non producono neppure una frase di senso compiuto.
All'inizio dell'anno mi chiedevo se sarei riuscito a scrivere sempre, indipendentemente dalla musa, dal momento, dal contorno e dal tempo.
L'anno non e' ancora finito e il mistero di come io riesca rimane oscuro, se arrivero' in fondo magari analizzero' quanto scritto per vedere come si alternano i vari tipi di scritti.
Anche oggi ho fatto i compiti, scrivere di scrittura e' pur sempre scrivere, quasi un nastro di Moebius pieno di parole.
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