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11 September 2014 @ 05:42 pm
La sciarpa rossa  
Sente sul viso la brezza del mattino. 
Soffia da est passando attraverso il villaggio e porta fino a lui gli odori del risveglio: Pane, pesce, caffe', nafta e vernice gli ricordano persone conosciute, le immagina intente a far ripartire la macchina del giorno, chine sul proprio meccanismo e forse inconsapevoli del disegno generale che solo lui, da quella posizione, riesce a scorgere.
Alza il bavero della giacca, immagina come sempre che effetto deve fare la sua figura li' all'inpiedi a tutti quelli che sono sul traghetto delle otto. 
L'imbarcazione scivola lenta sul quel tratto di mare, un procedere svogliato come l'inerzia invisibile di chi porta un pesante carico.
Qualcuno preferisce compiere l'intero tragitto sul ponte e quando l'imbarcazione passa ai piedi della collina, lo notano.
E' cominciato settembre e c'e' gia' freddo, bisbigli gelidi che annunciano il gran vociare dell'inverno. 
Quella stagione che rende uniformi i colori, che concilia il sonno e che si ingoia la luce, sta per arrivare, inesorabile come la marea.
Quelli sul traghetto stanno in piedi, appoggiati ad un tubo, seduti sopra le cime arrotolate. Le mani in tasca, berretti sulla testa che nascondono gli occhi e il respiro che forma fantasmi che si sciolgono nell'aria.
Forse e' un bisogno che li spinge a sfidare il tempo e la consapevolezza di trascorrere il resto della giornata in qualche ufficio senza luce dove l'ossigeno accarezza il dorso di un topo, muove le ragnatele, passa dentro tubi, filtri, condotti, prima di riempire i loro polmoni.

Qualche volta alza una mano in segno di saluto, qualche volta qualcuno gli risponde.
C'e' chi muove il braccio con un movimento da tergicristallo, chi fa un cenno col capo, chi rimane immobile con le mani ficcate nelle tasche, la testa nelle spalle schiacciata dai pensieri.
Non manca mai a quell'appuntamento. E ci sono giorni di pioggia nei quali il traghetto che passa pare uno spettro silenzioso e dal ponte deserto nessuno incrocia lo sguardo.
Resta comunque li' finche' lo scoglio della Picca cancella l'immagine, solo allora torna sui suoi passi per imboccare il sentiero che porta in paese.
Le novita' sono come fulmini a ciel sereno, quando ormai l'abitudine pervade i giorni e tutto pare seguire sempre lo stesso copione, ecco che accade qualcosa.
Quel giorno sul traghetto c'e' una ragazza, porta al collo una sciarpa rossa.
Spicca nella sottile nebbia del mattino come una ciliegia sopra una torta di panna.
Sta appoggiata alla balaustra, seduta sopra pochi centimetri di metallo, regge un libro e ogni tanto scosta la sciarpa che il vento le getta sul viso.
Ecco la novita', ecco la macchiolina colorata sopra la lavagna opaca dei giorni.
Il giorno dopo spera di rivederla, arriva perfino in anticipo e prima di uscire si spruzza il profumo come se da quella distanza lei potesse percepirlo .
Spunta la prora della nave e un urgenza lo assale, una fitta nella pancia, il cuore che bussa nel petto.
"Possiedo un cuore sciocco" - pensa, come se non fosse lui il responsabile di quella improvvisa accelerata. Poi la vede.
Come se fosse ancora li' dal giorno prima, il libro, la sciarpa e tutto quell'intorno che pare ora sfuocato, le altre persone, il traghetto, perfino il mare sembra esistere solo per lei, per quel bordo dove si appoggia, per le gambe incrociate, le mani bianche senza guanti, il viso incorniciato dai capelli.
Alza una mano per salutare, risponde il tipo col cappotto. 
Nei giorni ha inventato storie su di lui, gli ha perfino dato un nome e ha immaginato che si rechi ogni giorno in citta' dove e' impiegato in un negozio di ricambi per auto, nella pausa pranzo mangia quello che si e' portato da casa apparecchiando la scrivania come fosse un tavolo mentre sul computer guarda vecchie commedie in bianco e nero.

E' un istante, piu' breve di un battito di ciglia ma prima che lo scoglio inghiotta il traghetto, lei solleva la testa e lo guarda.
Rimane immobile come se sentisse ancora l'eco dello sguardo, poi scende lungo la collina con un urgenza nuova come se volesse affrontare subito quel giorno, un incombenza da sbrigare, arrivare a sera, far scivolar via la notte e finalmente raggiungere un nuovo mattino dove forse rivedra' la sciarpa rossa.

E il mattino dopo sta li', pronto, mentre una pioggerella fine scende in diagonale.
La stessa pioggia che cerca di infilarsi nel collo, cancella le persone.
Nonostante tutto la ragazza e' al suo posto, benedice la tettoia che la protegge e il libro avvincente che la spinge a quella lettura en plein air.
Il traghetto passa e lui non ha il coraggio di alzare il braccio, la ragazza e' infilata tra le pagine come un segnalibro e non ricambierebbe il saluto rendendo vano il suo gesto come quello di un ramo mosso dal vento.
Cosi' quel giorno e quello dopo e cosi' i successivi che passano scanditi da quelle brevi attese.
Non succede piu' di incrociare il suo sguardo, quel libro le prende tutta l'attenzione. Comincia a pensare a cosa succedera' il giorno che arrivera' in fondo, inventa storie sulle pagine, forse li' sopra legge il suo futuro e studia come comportarsi, forse e' una cuoca e quello e' un libro di ricette, forse il manuale di manutenzione di una macchina che regola incontri e coincidenze di cui lei si prende cura.
Un giorno poi decide che deve far qualcosa. L'immagine di lui sulla collina improvvisamente gli sembra stupida, forse a forza di rimanere sempre in quella posizione, e' diventato parte del paesaggio.
Cosi' un mattino esce di casa senza fare colazione, non sale sulla collina, scende subito in paese e arriva al porto che il traghetto sta per salpare.
Quando e' salito aspetta che quello si muova e poi passa nella zona coperta, da' un occhiata a tutti quelli che sono seduti, la ragazza non c'e', se lo aspettava.
Esce in coperta, fa il giro della prua, esclude anche quel luogo e poi prosegue per la poppa dove spera di trovarla.
C'e' un gruppo di persone, l'uomo col cappotto, un altro che telefona ma della ragazza neppure l'ombra.
"Ecco" - pensa, "Non ha mai saltato un giorno e ha deciso di assentarsi proprio quando ho trovato il coraggio di incontrarla..."
Poi, poco prima dello scoglio del Picco una piccola figura attira la sua attenzione.
Sulla collina, nel posto dove si ferma ogni mattina, c'e' la ragazza, ha al collo la sciarpa rossa, il braccio alzato, e saluta.
Prosit