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16 September 2014 @ 09:16 am
Il lampione sbagliato  
Da dove giunge la spinta che fa premere il tasto e aprire l'otturatore rimane un mistero insoluto.
Petrov Vorobyov e' considerato oggi il maestro assoluto della fotografia contemporanea russa, fondatore della Assotsiatsiya Nezavisimyy Izobrazheniye esploro' territori dove nessuno ha mai osato avventurarsi.
Parti' con l'acquisto di una Zorki Fed KMZ che trovo' su una bancarella a Kropotkin.
Il tipo che la vendeva l'aveva probabilmente comprata a peso insieme ad altra ferraglia che stava dentro una cassa di legno.
Alari da caminetto, un servizio di posate, picchetti da tenda, chiodi, chiavi da idraulico, scatole di latta e asce senza manico.
Per fortuna la custodia in pelle rigida l'aveva preservata dal ruvido impatto con il ciarpame.
La data impressa sul metallo diceva: 1948 e anche se portava i segni del tempo, la lente era limpida e cristallina come l'occhio di un aquila che deve ancora lasciare il nido.
Con quella comincio' la sua attivita' di fotoreporter e quando diede all'uomo i 7 rubli richiesti non sapeva ancora che la sua vita sarebbe cambiata.
Cio' che gli libero' la mente fu la pellicola che stava nella macchina.
Fu un caso che non ne apri' lo sportello alla luce del sole ma nella penombra del suo minuscolo appartamento dove una candela era tutta la luce che poteva permettersi.
Non appena si accorse che la macchina conteneva ancora la pellicola fu lesto a richiuderla. Estrasse la manovella e riavvolse il film.
Il giorno stesso la porto' a sviluppare presso il centro fotografico Krasnodar sperando di non buttar via soldi e di poter vedere qualche immagine che potesse svelare qualcosa sul suo vecchio proprietario.
Del rullino, in parte danneggiato, si salvarono una dozzina di istantanee che Petrov poso' sul tavolo della cucina e rimase ad osservare per una intera notte alla luce di quella stessa candela che aveva graziato il rullino.
Al mattino aveva capito che cosa voleva fare da grande, dove avrebbe puntato il suo obbiettivo e soprattutto, perche'.
Chiamo' la prima fotografia: "Il lampione sbagliato".
In qualche modo la foto gli ricordava "L’impero della luce" di Magritte, un lampione inutile che illumina il giorno, un vicolo di mattoni semibuio che spinge lo sguardo fuori come farebbe una pistola con il proiettile.

russia1
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