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07 October 2014 @ 01:02 pm
I fratelli del crepuscolo  
Libro primo tomo due capitolo sei capoverso sessantotto
Era appena calato il sole e qualche raggio ancora indugiava nelle stanze del vecchio palazzo. Tutte le zone d'ombra, dove gli oggetti assorbivano ogni frequenza luminosa, erano luoghi adatti per nascondersi in attesa.
Trovo' uno spazio tra un armadio e il muro e ci si infilo' come un pipistrello nell'anfratto di una grotta.
Certo lui non era appeso a testa in giu' e non aveva neppure le ali, penso' che il paragone precedente fosse poco fondato ma come tutti i personaggi non aveva nessuna voce in capitolo.
Aspetto' a lungo cercando di calmare i battiti del cuore, mentre ripeteva nella mente il mantra del sacro aspersorio nero.
Come prevedeva la forma, muoveva le mani in sequenza per assicurarsi che le dodici lame fossero pronte.
La maliarda era assicurata alla cintura, i suoi ventiquattro centimetri di acciaio brunito risolvevano la maggior parte delle questioni.
"Oh Maliarda che strappi la vita..."
Le gemelle opalescenti erano infilate tra i lacci di cuoio dei bracciali.
"...Porta con me la doppia intenzione di una morte sicura..."
Le erinni mostravano l'estremita' spuntando dagli stivali come serpenti curiosi.
"...Serpeggiando tra la vita e la morte con lo stridente grido..."
Passo' le dita contro le costole e trovo' le sei sorelle sibilanti, lame da lancio che venivano afferrate tra le dita e scagliate come letali insetti volanti.
"...Volate dritte al cuore, strappate vita e onore..."
Di traverso, sulla schiena, portava la suprema, una spada ricavata dalla piegatura successiva di una lastra di metallo lunga sedici presenze, ribattuta da un numero di colpi uguale alle vite del sacro profeta meno gli anni dei sette discepoli ciechi, fratto il numero di volte che l'altissimo si era reincarnato, diviso tre che e' il numero perfetto dopo aver levato il numero pensato all'inizio.
Una lama cosi' affilata che occorreva usare una fodera antigraffio e comunque portava sempre con se una bottiglietta di acqua ossigenata, del cotone e qualche cerotto.
"...Oh suprema ribattuta nel tempo, sul tuo filo danza la dama nera..."
Hassamir aspettava, da un tempo che sembrava infinito mentre il giorno aveva ormai lasciato lo spazio alla notte.
La sua vittima sarebbe entrata in casa da li' a poco, almeno cosi' doveva essere perche' non e' che nei libri fantasy c'e' tanto spazio per le introspezioni e per i pensieri e poi uno come lui, che si direbbe piu' un uomo d'azione che di pensiero, a star tanto fermo se lo mena... e infatti come prevede il copione ecco che:
Il mercante entro' dalla porta, la sua grassa corporatura lo faceva sembrare un cumulo di masserizie e per quanto fosse vestito con broccati e sete preziose pareva uno straccione.
Ad ogni goffo passo tintinnavano i gioielli, pesanti collane d'oro, ciondoli ornati da pietre preziose, bracciali di perla che
portavano la colpa di essere state strappate dagli abissi per divenire l'ornamento di un malfattore.
Aveva appena buttato in mezzo alla strada una famiglia per aver ritardato il pagamento dell'affitto di due clessidre.
Non aveva voluto sentire ragioni, e del figlio zoppo, della nonna cieca o del cane bolso non gliene importava nulla, al posto del cuore aveva uno scrigno che non sentiva ragioni.
Ad Hassamir era capitato di uccidere qualcuno senza colpa, l'anno prima quello scarafaggio nel bagno, un paio di zanzare, un ragnetto peloso, ma quel maledetto mercante aveva tutte le colpe del mondo, levarlo dal mondo avrebbe fatto tirare un sospiro di sollievo a molti, sarebbe stato un concerto di sospiri di sollievo cosi' imponente che qualcuno avrebbe esclamato: "Per tutti i diavoli di Tlamud, cosa e' tutto questo sibilare?"
Attese ancora mentre quello si levava le scarpe, lo vide poi mettere i gioielli dentro una scatola di metallo, poi vide che si levava la parrucca mostrando una testa pelata come una patata senza buccia.
Si levo' il vestito lasciandolo per terra come un guscio, rimase con indosso la biancheria intima che mostrava numerosi segni di rammendo, l'uomo era troppo spilorcio per comprare nuova biancheria o forse pensava fosse inutile visto che nessuno l'avrebbe maivista.
Ma c'era lui che lo stava osservando, proprio in quell'istante, che odiava quelle cuciture, quelle pezze di diverso colore che tappavano buchi e tagli... ringrazio' che quello non fosse un libro illustrato perche' se il disegno fosse stato fedele all'originale avrebbe di certo disgustato il lettore facendogli perdere la voglia di continuare...
Attese ancora un pochino poi siccome gli si stava per addormentare una gamba salto' fuori all'improvviso facendo arretrare il mercante che inciampo' nel vestito e fini' a gambe all'aria prima di dire: "ursula Le guin".
Quando si accorse di chi aveva di fronte assunse un espressione di terrore, sapeva bene che nessuno aveva mai visto un fratello del crepuscolo ed era andato in giro a raccontarlo (anche perche' quelli chiedevano sempre di non divulgare la cosa e che ci pensavano da loro a farsi pubblicita').
"Ccosa ho fatto di cosi' grave da meritarmi la morte?" - chiese balbettando
"Hai rubato, lucrato, inquinato, sbeffeggiato, insultato, taglieggiato, aguzzinato..."
"Aguzzinato non si dice e comunque non sono diverso da molti nel villaggio..." - disse
"A parte che non te ne deve fregare degli altri che per quello che ne sai tu poi pensero' anche a loro, ma poi cosa fai, ti metti a dare lezioni di lingua?"
"No, non volevo"
"Ecco ma sappi che ora ti uccidero' ancora con piu' gusto e sara' una morte lenta e inesorabile..." - disse Hassamir snudando la suprema.
"Non posso scegliere una morte rapida e dubbia?" - chiese l'uomo che si era appoggiato alla parete come per cercare conforto.
"Guarda che quel muro non ti e' di nessuna consolazione, mi hanno pagato per ucciderti e questo faro', se vuoi posso concederti una clessidra per pregare, dopo di che e ti assicuro che non aspettero' oltre l'ultimo granello, comincero' a tagliuzzarti come quelli che intagliano la verdura ai matrimoni per realizzare i centro tavola..."
"Davvero? Chissa' che belli!" - esclamo' il mercante
"Oh puoi dirlo, vedessi che accostamenti di colore e che forme, pensa che una volta ho visto un cigno fatto con i sedani, aveva il becco di carota e per gli occhi avevano usato..." - si blocco' non appena si rese conto che il mercante cercava di farlo parlare per poter vivere piu' a lungo.
"Ma allora ti fai gioco di me!" - esclamo' snudando anche le gemelle opalescenti e la maliarda.
"No no, non era mia intenzione! Chiedevo perche' ero veramente interessato!" - disse l'uomo
"Ora mi tocca pure torturarti.. ma non potevi star zitto che facevamo prima? A quest'ora ero gia' alla locanda a mangiare lo stufato, uccidere gli schifosi come te mi mette sempre una gran fame..."
L'uomo non rispose, Hassamir apprezzo' e dopo aver fatto qualche passo si lancio' sull'uomo e comincio' a muovere le lame come fosse Edward mani di forbice alle prese con una siepe.
Quando ebbe finito ripuli' le lame nelle vesti dell'uomo e le rimise al loro posto.
Poi tiro' fuori il sacro ukulele da viaggio e comincio' a cantare l'inno di ringraziamento...
Un altro capitolo si e' concluso e forse qualcuno si aspettava agghiaccianti descrizioni ricche di sangue e orrore e magari un
evento sorprendente che potesse evitare l'inevitabile, la realta' e' che non si puo' sfuggire ad un fratello del crepuscolo, mi dispiace ho telefonato, mandato un paio di lettere ma niente, sono inflessibili quindi cosi' e' stato.
Prosit
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