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09 October 2014 @ 11:30 am
Alien (Non adatto ad un pubblico impressionabile)  
Il capitano Manfred si era svegliato dall'ipnosonno con quasi tre parser di ritardo.
"Diamine" - esclamo', un'altra rottura al dimensionatore equipazionale e sono fritto.
Il generalissimo stellare Amilcare Valdomov Cipputi, un droide senziente bio sintetico nel quale erano stati trapiantati i cervelli di un ingegnere, di uno stratega e di un tappullatore inerziale di sesto livello stava osservando il proprio riflesso nel vetro della sua cabina, fuori le stelle non parevano impressionate per nulla dalla sua presenza.
Manfred ingoio' una pillola al cappuccino e coloro' la pelle del colore di ordinanza, lascio' perdere le pratiche igieniche e arrivo' dall'uomo dopo appena trentadue emicicli di parser.
La porta si apri' per mostrare la schiena del generalissimo.
"Capitano Manfred a rapporto" - disse battendo i tacchi (non indossava calzature, i calcagni non fecero il minimo rumore).
"E' in ritardo, lo sa?" - disse l'uomo senza voltarsi
"Si signor generalissimo, non ho alcuna scusa ma credo che il dimensionatore equipazionale della mia cabina non funzioni a dovere..."
"Per stavolta sorvoliamo ma la prossima volta voglio una giustificazione firmata dai genitori..." - disse ridendo della sua stessa battuta, in risposta anche Manfred si mise a ridere
"Ride perche' trova divertente la battuta o lo fa per entrare nelle mie grazie?" - chiese il generalissimo
"Rido per la battuta, era davvero spiritosa!"
"Ma lei che e' nato in una provetta e ha subito un invecchiamento accelerato per arrivare all'eta' di 25 anni nel giro di due mesi standard che diamine ne sa di cosa e' una giustificazione?" - chiese voltandosi all'improvviso.
Manfred vide lo sguardo dell'uomo e per un istante si dimentico' di respirare.
Meta' viso era coperto da una placca di metallenio ludico, e nell'altra meta', dove la pelle era solcata da rughe piu' profonde dei canyon di nuova Lampedusa, l'occhio buono, enorme, rosso e fisso, pareva trapassarlo da parte a parte.
Aveva visto il generale in una olofoto durante l'addestramento, era mostrato come uno degli eroi della rivolta di Frittathina ma averlo li' a pochi passi faceva tutto un altro effetto.
"Mi son fatto inoculare alcune dosi di storia antica e nel capitolo 23 del tomo diciassette si parla degli antichi riti scolastici nei quali viene trattata approfonditamente la questione giustificazioni e assenze" - disse tutto d'un fiato Manfred
"Mm" - fece il generalissimo "Suppongo che allora lei abbia effettivamente trovato divertente la mia battuta, meglio cosi' ma ora vorrei andare subito al punto" - disse e fece segno all'uomo di accomodarsi sulla poltrona che stava davanti ad una enorme scrivania.
Manfred si sedette e attese che il generalissimo prendesse posto sul suo trono di pelle.
Quello fece una pausa durante il breve tragitto per aspirare un po' di polvere di nana bianca dall'inalatore che aveva al collo, poi si sedette e parlo': "Vede, la nostra nave sta viaggiando da ormai ventisette cicli, dove arriveremo non si sa ma quel che sappiamo di sicuro e' che
se fossimo piu' leggeri arriveremo prima ma non e' che possiamo buttar via qualcosa e comunque lo so che se invece dello spazio dai finestrini si potesse vedere qualcosa di diverso sarebbe piu' interessante ma magari l'equipaggio passerebbe le ore a guardare il panorama e dovremmo scegliere se oscurare i vetri o se dotare i finestrini di mensole per poggiare i gomiti.... scusi, sto delirando, l'ho chiamata qui perche' abbiamo il sospetto che a bordo ci sia una forma aliena.
"Vuol dire tipo quelli che vengono giu' in gruppo e per ucciderli hai solo tre cannoncini?"
"No, un alieno, tipo quello del film ha presente?"
"Quello che uccideva tutto l'equipaggio e poi continuava a seminare morte per gli altri lungometraggi?" - chiese Manfred
"Esattamente, ora prima di scatenare il panico vorrei che lei se ne occupasse, vada pure in armeria, ho dato disposizione perche' le forniscano ogni mezzo che lei riterra' opportuno, naturalmente ho detto loro che il materiale le serve per allenarsi nella stanza del periglio, lei non si lasci sfuggire nessuna informazione o si scatenera' il panico e Dhio solo sa cosa potrebbe succedere..."
"Va bene signore, faro' come chiede e se dovessi incontrare l'alieno..."
"Lei DEVE incontrarlo, le do' carta bianca... doppio velo, extramorbida..."
"Grazie generale, la terro' informato"
"Bene, ora puo' andare e... Manfred..."
"Si signor generale?"
"Buona fortuna!"
"Crepi!"
"Ma come si permette?"
"Ma non dicevo a lei!"
"E allora a chi, siamo solo noi nella stanza..."
"Ma e' un modo di dire, uno dice "buona fortuna", l'altro risponde "crepi" , sa per scaramanzia..."
"Faro' finta di credere che lei abbia ragione, ora vada".
Manfred dopo il saluto di rito si congedo' prendendo lesto la direzione dell'armeria.
Li' trovo' il subtenente Hellena Candela, una sua vecchia fiamma.
"Ciao Hellena" - disse Manfred
"Ehi chi si rivede!" - disse lei e gli getto' le braccia al collo stringendolo in un abbraccio che aveva tutta l'aria di una presa di lotta sumera.
"Ehi piano che cosi' mi soffochi!" - disse lui
"Se preferisci ho altri modi per mostrare l'affetto" - disse lei mettendo una mano sul pomo della sua scimitarra a filo molecolare che teneva fissata alla cintura.
"Lascia perdere,  piuttosto ho bisogno di qualche cosina: due lanciafiamme, un obliteratore a nastro, sei bombe a fragmentazione ritardata, dodici raudi siderali, un mitralienatore, un nullificatore parificato, due pistole a raggi sfibranti, una frusta elettrica e poi fluido glaciale, il cuscino che scureggia e due fialette puzzolenti..."
"Scherzi?" - disse Hellena
"Solo questi ultimi tre, il resto mi serve per uccider... per allenarmi nella stanza del periglio..."
"Si si, ho ricevuto il permesso dalle alte sfere... firma questo modulo e quest'altro e per il prossimo ciclo di allineamento siderale avrai quanto hai chiesto..."
"Cosa? Ma io ne ho bisogno subito!" - grido' sbattendo i pugni sul tavolo
"Senti bello, se e' solo per allenarti non e' che c'e' tutta  questa urgenza, dunque non rompere e smamma..."
"Ma no, e' che io.. insomma, dovrei davvero.. allenarmi.." - balbetto' Manfred
"Allora se sarai carino con me potro' anticiparti qualcosa, ma solo in questo caso..."
"E cosa dovrei fare?" - chiese Manfred temendo la risposta
"Dovrai metterti sdraiato qui sul tavolo e lasciare che io ti schiacci tutti i punti neri che hai sul corpo..."
"Ma quello che mi chiedi e' disumano!" - grido' Manfred inorridito
"Prendere o schiacciare" - disse la donna
E l'uomo fece un profondo respiro, si sdraio' sul tavolo e dopo aver sbiadito la tinta che lo copriva da testa a piedi rivelando il suo solito, pallido, incarnato rosa disse: "Puoi cominciare..." e quella comincio': "Uhh guarda questo quanto e' grosso... aspetta un attimo... SCKIAC che schifoooo guarda cosa e' uscito, BLEAH una specie di alieno...e guarda quest'altro qui! SCKIAC!"
(continua)
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