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20 October 2014 @ 12:22 pm
Il topo  
"L'ha visto anche lei?" - chiese la vecchia signora Osvaldi preoccupata
"Visto cosa?" - rispose Magdala intenta a controllare la posta che aveva appena levato dalla cassette delle lettere.
"Ma il ratto, quella fonte di malattie che ha pensato bene di morire davanti al nostro portone!" - esclamo' rossa in volto
"No, non ci ho fatto caso" - rispose, i topi non le piacevano, ringrazio' di non averlo visto
"Eh no, non puo' mica rimanere li', veda di chiamare qualcuno se non vogliamo tutti morire di peste..."
Magdala stava per mandarla a spigolare, la sua porzione di cervello che stava dedicando alle parole della donna era arrivata ben presto a quella conclusione, un insulto che forse l'avrebbe raggelata e soprattutto chiuso quell' emoragia di cazzate che uscivano senza sosta dalla sua bocca rugosa.
Entro' il dottor Malaguti e tutta l'attenzione della donna si rivolse a quella nuova vittima che aggredi' mentre aveva ancora la chiave infilata nella serratura del portone.
"Dottore, oh mioddio, giusto lei, hai visto? Ha visto?" - chiedeva sempre piu' rossa in viso.
"Signora Osvaldi, si calmi, non fa bene alla pressione tutta questa agitazione" - disse chiudendo il portone alle sue spalle.
"Il fatto e', si ha ragione, il fatto dicevo e' quell'abominio che si trova a pochi passi dal nostro palazzo..."
"Abominio?" - chiese l'uomo
"Si il topo, qui stressetti e' disperata perche' dice che ce ne' uno morto qui fuori..." - le rispose Magdala con aria di sopportazione.
"Ah beh, se il problema e' questo possiamo telefonare alla nettezza urbana e chiedere un intervento, paghiamo le tasse anche per questo" - disse il dottore
"Chiamiamo si, chiamiamo subito forza, venga signorina e anche lei dottore, un parere medico nel caso facessero domande potra' venirci bene" - disse la donna e con passo da cosacco si incammino' verso la guardiola della portineria.
Busso' nel vetro e dopo qualche istante ripete' il gesto, con piu' insistenza finche' arrivo' la portinaia che si stava asciugando le mani nel grembiule che aveva annodato in vita.
"Che succede?" - chiese preoccupata non appena vide quella piccola assemblea radunata nell'atrio.
"Dobbiamo intervenire prima che si diffonda la pestilenza!" - disse la signora Osvaldi e prima che la povera portinaia potesse chiedere delucidazioni il dottore prese la parola: "Vede, a quanto dice la Signora Osvaldi qui fuori dal portone c'e' un topo morto, ora mi dispiace disturbarla, vista l'ora sara' stata intenta a prepararsi il pranzo..."
"Si fagiolini tonno e patate" - preciso' la donna come se qualcuno le avesse fatto una domanda diretta, "Ho appena messo sul fuoco la pentola a pressione" - aggiunse.
"Bene, allora se sara' cosi' cortese da farci usare il telefono chiameremo qualcuno che venga a rimuovere la bestiola e poi...
"Bestiola? Ma cosa pensa che sia, scusi dottore, uno scoiattolo? Quello e' un topo di chiavica e scusi non dovrei essere io a dirle certe cose ma e' uno dei piu' grandi portatori di malattie al mondo!" - grido' la signora Osvaldi
"Si si, certo signora, dicevo, se ci facesse usare il telefono la lasceremo al suo pranzo e anche noi, nevvero, potremo tornare alle nostre case" - disse guardando Magdala con sguardo implorante.
"Il telefono? Certo si, fate pure" - rispose la portinaia e si fece da parte per far spazio.
Accanto ad una sedia c'era un piccolo tavolo dove riviste, una pianta di geranio, un bicchiere pieno di penne e un vecchio telefono di bachelite, ingombravano il piano, la donna avvicino' il telefono al dottore.
"Sa il numero della nettezza urbana?" - chiese lui
"Si certo, guardi deve essere... ecco qui" - disse porgendo un foglietto sopra il quale erano indicati tutti i numeri utili.
"Perfetto" - disse il dottore e comincio' a comporre il numero.
Non appena qualcuno rispose dall'altra parte, la portinaia spari' dalla porta in cui era entrata, lo spazio venne prontamente occupato dal corpo della signora Osvaldi.
"Pronto? Buongiorno, sono il dottor Malaguti, si abito in via della Pergola al 23, ecco senta, proprio qui davanti al portone c'e' il cadavere di un topo, si certo un topo morto, mi chiedevo se voi potreste... ah ecco... si il comune, va bene... ha mica il numero per cortesia? Si mi dica" - disse e presa una penna dal bicchiere incastro' il telefono tra collo e spalle per scriverlo sul palmo della mano sinistra.
"Allora grazie, buongiorno" - concluse e butto' giu'.
Non appena ebbe posato la cornetta la signora Magdala si appiccico' all'uomo e chiese: "Allora? Che le hanno detto?"
"Non si occupano loro della rimozione dei parassiti, occore chiamare il comune"
"Cosa aspetta allora? Forza chiami e dica che quell'affare la' fuori e' grosso come un cane, cosi' forse interverranno prima!"
L'uomo guardo' il soffitto che non ricambio' nessuno sguardo, alzo' la cornetta, la poso' sul tavolo, compose il nuovo numero e attese.
Non appena una voce rispose, ripete' la richiesta e quelli dissero che c'era un ufficio apposito da contattare ma che era aperto solo il mercoledi' dalle nove alle dodici. Il dottore segno' un nuovo numero di telefono poi chiuse la comunicazione.
"Allora? Quando vengono?" - chiese la donna
"Fino a mercoledi non se ne parla..." - rispose l'uomo temendo la sua reazione
La donna scosto' la sedia e ci crollo' sopra, il legno accolse la sfida con un sinistro scricchiolio.
"Siampo spacciati..." sussurro', "Prima di mercoledi' saremo tutti spacciati"
"Ma non faccia cosi' signora" - disse il dottore, poi tiro' fuori dalla borsa un flacone e aggiunse: "Ora torna a casa, prende una di queste e si mette a letto, va bene?"
La donna sospiro' sconfitta, afferro' il flacone, poi, come se portasse sulle spalle l'intero palazzo, usci' dalla guardiola e si infilo' nell'ascensore.
Intanto Magdala era uscita in strada e stava analizzando lo spazio antistante il portone per trovare la causa di tutto quel trambusto, quando scorse una forma nerastra, si avvicino' per osservare meglio.
Non era un terribile focolaio di epidemie ne' un purulento ratto pestifero ma uno straccio, un pezzo di vestito arrotolato da cui pendeva una cerniera lampo.
Magdala sorrise poi lo raccolse e lo butto' nel vicino bidone. Quando rientro' l'atrio era meravigliosamente vuoto, l'umanita' era salva, perfino la pentola a pressione della portinaia tirava sospiri di sollievo.
Prosit
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