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25 October 2014 @ 08:45 am
Lavaggi  
Come funziona il ricordo? E come possiamo riuscire a dimenticare? Per cancellare il passato dalla memoria occorre lavarsi con il sapone del tempo.
Dobbiamo entrare nella doccia levandoci tutti i vestiti che sono impregnati di odori e profumi, quelli che conservano ancora il calore di una persona amata o sono sporchi dell'erba di un giorno che fu. Sotto il getto dei giorni, sfreghiamo con foga, ci soffermiamo su zone particolarmente sporche, su macchie che appaiono indelebili e ci accorgiamo che il solo pensiero basta a colorarle, ad aumentare la loro persistenza sulla pelle.
Proviamo quello shampoo al fiore di loto, e poi altri cento che contengono distillato di altri ricordi.
Speriamo che continuando a sovrapporne altri, quelli che vogliamo dimenticare se ne possano finalmente andare.
Ci sembra di riuscire, forse distogliere la mente è stato risolutivo, che sia quel balsamo il fautore del prodigio? Chiudiamo l'acqua, apriamo la porta, togliamo dal gancio l'accappatoio e lo indossiamo.
"Perchè siamo entrati nella doccia?" - pensiamo e siamo consci che quello sia un ottimo segnale: voler dimenticare vuol dire dimenticare quello che volevamo dimenticare. Una cancellazione è avvenuta, un lavaggio profondo e meticoloso, l'accappatoio già asciuga le ultime gocce e ci lascia lindi e con la pelle pregna di  un nuovo profumo a cui dobbiamo ancora dare un nome, a cui non abbiamo associato ancora alcun ricordo.
"E' fatta?" - pensiamo, in mente solo pagine bianche
"Ne siamo finalmente usciti o tra qualche giorno, quando meno ce lo aspettiamo, ci troveremo davanti un ricordo che ci guarda dritto negli occhi e senza dir nulla ci colpirà al cuore con uno stiletto nascosto nella manica?"
Non sentiremo dolore, il tempo di accorgerci della sua presenza e svanirà ma quando ci leveremo i vestiti davanti allo specchio, scopriremo che le macchie
son tornate sulla nostra pelle come tatuaggi indelebili che non se ne sono mai andati.
La verità è che non si possono lavar via i ricordi, non si può decidere quali, non si può far finta di niente.
Se ogni cicatrice è un autografo di Dio, siamo come libri che il tempo legge e tra le pagine lascia biglietti per non perdere il segno.
Luoghi, persone, paure e speranze, sensazioni, risate e lacrime e volti e odori e colori e luci e ancora contatti, li abbiamo addosso.
Ci sono parti di altri in noi, piccoli furti inconsapevoli, piante rigogliose o a volte fiori recisi che non crescono più ma che manteniamo in vita con il ricordo. Ci sono giorni in cui vorremmo essere spietati giardinieri, capaci di tagliare, bruciare, estirpare ma invece che afferrare una cesoia, riempiamo l'inaffiatoio e diamo loro da bere. Accettare con serenità che i petali possano cambiare colore non è di questo mondo.
Siamo fatti così, dobbiamo sempre ricordarlo.
Prosit
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space_oddity_75: saxonapproved_by_hamsterfactorspace_oddity_75 on October 25th, 2014 09:38 am (UTC)
Bellissima!
bustonebustone on October 26th, 2014 08:45 am (UTC)
Grazie!!!!