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27 October 2014 @ 01:10 pm
Una favola  
C'era una volta un diligente impiegato.
Il giorno del suo ventesimo anniversario di lavoro si ritrovo' al centro di una festa a sorpresa organizzata dai colleghi.
I vassoi di pasticcini facevano bella mostra sulle scrivanie, l'aranciata colorava i bicchieri di plastica, nell'aria si sentivano tiepide risate e un sommesso vociare che dava alla festa un tono sacro come se si stesse svolgendo nella sacrestia di una cattedrale.
Tre dirigenti erano stati invitati, erano coloro i quali, vent'anni prima, avevano svolto il colloquio di assunzione e dato il benestare perche' l'uomo cominciasse a lavorare in azienda.
All'impiegato venne donata una penna stilografica che trovo' dentro un pacco chiuso da un grande fiocco rosso e avvolto da metri di carta dorata.
La colletta dei colleghi era stata sufficiente per l'acquisto di un modello con corpo in radica e pennino in argento. Un regalo pensato sopra il quale l'incisione con il suo numero di matricola dava un tocco di prestigio.
Il primo dirigente prese la parola:
"Carissimo impiegato N. 345672, lei sa quale e' l'affetto che mi lega a lei, voglio congratularmi per questo traguardo e darle un dono speciale, una chiamata all'Help Desk preferenziale..." - disse e si levo' un "Ohhh" tra gli astanti, "Se dovesse in futuro trovarsi in difficolta' bastera' che lei comunichi all'addetto questo codice e sara' subito accontentato" - aggiunse l'uomo e gli porse una busta che l'impiegato afferro' e mise subito nel taschino della giacca facendo seguire al gesto un grande inchino.
Il secondo dirigente si fece avanti e disse: "Anche io voglio che questo sia per lei un giorno speciale, per questo ho pensato che potesse gradire in regalo questa risma di fogli A4 che potra' usare per stampare documenti, hanno la caratteristica di non inceppare mai la stampante, sono sicuro li trovera' assai utili" - disse
L'impiegato afferro' i fogli con lo stesso rispetto che avrebbe riservato al suo primogenito e mostro' un inchino ancor piu' coreografico.
Il terzo dirigente disse: "Tocca a me adesso, per concludere vorrei che lei avesse un capo capace di ascoltare quanto lei avra' da dire, percio' da domani stesso avra' un nuovo capo con delle orecchie grandissime!"
"Un nuovo capo.. che mi ascoltera'?" - sussurro' l'impiegato con le lacrime che scendevano dagli occhi e andavano lucidare quell'enorme sorriso che gli era apparso sul volto
"Proprio cosi'!" - concluse il terzo dirigente, segui' un lungo applauso.
La festa si stava avviando alla conclusione, pacche sulle spalle, strette di mano, sui vassoio non rimaneva che qualche smarrito pasticcino ai pinoli e qualcuno era gia' tornato dietro alla sua scrivania quando apparve il dirigente nero.
Era questi un individuo cosi' abbietto che quando incrociava un gatto nero era quest'ultimo che si toccava le palle. Si diceva fumasse solo sigarette fatte da se con il toner delle stampante e le lettere di licenziamento opportunamente arrotolate.
Appassionato di cinema, grazie al suo patrimonio, aveva fatto girare di nuovo la maggior parte dei film facendo vincere i cattivi e che collezionasse annunci mortuari che aveva fatto plastificare e usava come tovagliette per la colazione.
"Noto con piacere che qui si e' svolta una festa di cui non ne sapevo nulla!" - disse
Scese il gelo nel reparto, perfino le ventole dei PC smisero di funzionare.
"Ma io, ma noi" - provo' a dire il ragioniere che aveva per primo avuto l'idea di organizzare l'evento.
Il dirigente alzo' un braccio e lo licenzio' seduta stante, poi si rivolse al festeggiato (riconoscibile per via della nuova penna stilografica che gli spuntava dal taschino della giacca).
"Voglio anche io farle il mio personale regalo, anzi saro' generoso e le faro' tutti quelli che la mia mente nera e malata produce".
L'impiegato lo fisso' senza riuscire neppure a degluttire.
"Per prima cosa ogni dieci minuti le scadra' la password per accedere ai sistemi, la sua scrivania sara' posta nel punto piu' lontano dalla stampante, dovra' imparare a memoria tutte le procedure che il nostro ente produce e mi premurero' di interrogarla ogni due giorni.
I suoi documenti verranno respinti dall'ufficio Qualita' a cui ho appena dato disposizioni, il suo turno mensa sara' l'ultimo e dovra' mangiare raspando le gamelle con le unghie e augurandosi che quelli prima di lei non abbiamo divorato tutto.
Entrera' in azienda che e' ancora buio e il buio la accogliera' quando uscira' a tarda ora.
Sara' posto al centro di un ufficio pieno di spifferi e correnti d'aria e il controllo del condizionatore sara' affidato all'impiegato piu' odioso dell'azienda..." - disse e dopo aver afferrato il vassoio con le paste ai pinoli si allontano'.
Che disperazione, che tragedia! Quella che doveva essere una splendida festa si era trasformata in un processo e quel che era peggio era la terribile sentenza.
Arrivo' pero' una segretaria che passava di li' per portare la posta.
"Che facce da funerale!" - disse appena si accorse dell'atmosfera pesante che gravava sul reparto
"Che succede?" - chiese
Fu subito messa al corrente dell'accaduto e dopo aver riflettuto un istante disse: "Non posso certo annullare le direttive del dirigente nero ma posso cambiarle leggermente, vedrete che non sara' poi cosi' terribile cio' che ha escogitato, dunque dico che per la password scaduta bastera' utilizzare password di facile memorizzazione, suggerisco nome e data, la stampante lontana non e' un problema tanto non funziona, le procedure diventano obsolete ancor prima di essere rese note, bastera' dire che e' in attesa della versione aggiornata per non doverne leggere alcuna ne' tantomeno essere sottoposto ad interrogazione. L'ufficio Qualita' e' facilmente aggirabile, ecco qui per lei un timbro che ho sottratto da suddetto ufficio, apparteneva ad uno che e' scomparso ma nessuno ancora se ne e' accorto, lo apponga sui suoi documenti e vedra' che raggiungeranno dritti dritti il cliente.
Ora che c'e' l'ora solare entrera' col buio che la attendera' anche all'uscita, questo non e' un volere del dirigente nero ma di madre natura. Per gli spifferi ecco per lei questi imballi di gommapiuma prelevati dal magazzino, non le devo dire certo io come si infilano nelle bocchette del condizionatore per far cessare l'afflusso di aria fredda. Nell'ultimo turno mensa non si fa coda e si puo' mangiare senza essere immersi nell'abituale frastuono, che non ci sia cibo e' una leggenda, il lardo fritto nel burro caramellato avanza sempre, e' calorico ed energetico e siccome per friggerlo non lo levano nemmeno dalla scatola e' anche ricco di polistirolo" - concluse
"Ma io non so come ringraziarla" - esclamo' l'impiegato N. 345672
"Oh non si preoccupi, piuttosto se mi puo' mettere una firma su questo modulo..." - disse la donna porgendogli un foglio
L'uomo estrasse la penna dal taschino e senza esitare firmo' "Immagino che sia per validare il suo intervento" - disse
"Qualcosa del genere ma non si preoccupi, non si sente piu' leggero ora? Buongiorno a tutti!" - concluse e si allontano' lungo il corridoio accompagnata dal ritmico ticchettare delle sue bellissime scarpe rosse.
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