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28 October 2014 @ 11:04 am
Attimi e rincorrenti conseguenze  
Una ragazza esce di casa.
Indossa scarpe da ginnastica, pantaloni lunghi fino al polpaccio, neri, aderenti.
Ha nelle orecchie delle cuffiette da cui spunta un cavo bianco che si infila in un Ipod. E' assicurato al braccio con una fascia nera.
E' come se mostrasse un lutto, forse sta andando al funerale dei grassi in eccesso.
Cammina lungo la via con un passo deciso che non si puo' confondere con una passeggiata. Raggiunge il luogo dove si reca abitualmente e solo li comincia a correre.
Quell'istante in cui cambia andatura, quell'attimo in cui il moto rettilineo uniforme del suo baricentro attraversa lo spazio subendo una variazione da' il via a quell'improvvisa accelerata del cuore,  all'aumento di attività dei muscoli, alla diversa frequenza respiratoria. Forse coincide con l'inizio di una canzone, forse un segnale interno come se il gran simpatico avesse abbassato la bandiera della partenza o avesse premuto il grilletto della pistola da starter.
Molto di rado i podisti escono di casa correndo, di solito camminano per raggiungere un compagno o il luogo dove hanno deciso che cominceranno a far sul serio. Eppure non sono nuotatori che devono raggiungere uno specchio d'acqua prima di cominciare la loro attività,  loro portano già sotto le suole tutto l'occorrente.
La verita' e' che podisti, pur senza capire il pieno significato, sono coscienti di essere sospesi nel tempo e in quel brevissimo istante che divide due velocita',  hanno la divina possibilita' di decidere il loro destino.
Prosit