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10 November 2014 @ 10:50 am
Pioggia  
Sale sul treno con la solita indolenza di ogni giorno.
Il suo stato di veglia e' appena sufficente per impedirgli di sbagliare binario e se non fosse per la folla di tante persone nelle sue stesse condizioni che nel numero trovano coraggio, si riaddormenterebbe poggiato al palo: Morfeo batte Gravita' 1 a 0.
Il tempo di quell'anno e' governato da una scimmia che nella stanza sopra le nubi schiaccia bottoni a caso.
Allerta meteo dalle 6 alle 24 e nelle restanti ore stare comunque attento che non si sa mai.
Quando arriva il treno gli ombrelli sbocciano come fiori, le pozzanghere sono quadri in continuo mutamento che rimandano immagini psichedeliche di quella realta' dove tutti cercano di impadronirsi del primo gradino che da' l'accesso al convoglio. Lottano per cercare di strappare gli ombrelli al vento e salire senza bagnarsi. Il treno accoglie i passeggeri con l'abbraccio incerto di una vecchia nonna malata.
L'odore di cavolo e violetta si mischia alla ruggine, un liquore allungato con l'acqua da bere a piccoli sorsi.
Sale e si impadronisce di un angolo, lo fa suo appendendo l'ombrello ad una maniglia, si appoggia con la spalla alla parete, con la punta del piede traccia una linea sul pavimento.
E' disposto ad uccidere chiunque osera' oltrepassarla, assume lo sguardo truce, si infila le cuffie nelle orecchie, fa partire la musica e attende.
L'ombrello e' a portata di mano, la sua punta gocciolante uno spauracchio in grado di far desistere quelli che non sanno cosa sia lo spazio personale.
Vede persone che salgono e scendono, nota i loro sguardi e come passatempo cerca tracce di sonno.
Ne trova appese agli occhi e sulle guance. voci impastate abbinamenti sbagliati, scarpe inadatte,
Quando arriva alla stazione viene vomitato fuori, come un pesce pilota con uno squalo balena si appiccica ad un grasso signore che lo conduce all'aperto, separa la folla sul marciapiede dove la pioggia si accanisce con particolare insistenza come se volesse levar via tutti i loro peccati.
Finalmente e' solo, lascia che le gambe lo portino a destinazione, schiva le pozze, rasenta i muri, quando incrocia qualcuno solleva l'ombrello e cede il passo.
Quando e' in ufficio all'asciutto guarda la piogga che riga i vetri delle finestre, paiono lacrime e in effetti, essere riusciti ad arrivare in orario e nemmeno troppo bagnati, e' commovente.
Prosit
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