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18 November 2014 @ 12:22 pm
Poi a casa facciamo i conti  
E' stata la minaccia piu' terribile mai proferita da mia mamma.
Utilizzava l'angosciante frase nei momenti in cui non poteva distribuire giustizia ed era come se consegnasse nelle mani di me e mia sorella la macchia nera dei pirati: la sentenza di morte da cui era impossibile sfuggire.
Tra le pareti di casa nostra vigevano leggi che erano state da lei redatte. Suo il compito di farle rispettare, di giudicare e punire.
Mia sorella conosceva bene il grado di liberta' che non le era concesso valicare e sulle pattine si muoveva silenziosa e timida come un cittadino modello ma la musica cambiava quando  eravamo ospiti di qualcuno.
Lontani dal regno e conscia che mia mamma, per mantenere un certo decoro, non l'avrebbe mai potuta riprendere davanti all'ospite di turno, si concedeva liberta' che l' avrebbero, in altri momenti, condannata alla massima pena.
Ecco le sue violazioni al codice domestico:

Parlava quando doveva star zitta (nonostante le occhiate laser di mia mamma)
Interveniva nei discorsi dei grandi (nonostante mia mamma aumentasse il tono di voce per soffocare le sue parole)
Correva senza pattine riempiendo il pavimento, fresco di lucidatrice, di righe indelebili (nonostante mia mamma le mandasse segnali telepatici capaci di scardinare un ponte levatoio)
Raccontava cose imbarazzanti (e non smetteva nemmeno quando la mia genitrice, dopo aver riso come se fossero esilaranti battute, le prendeva un braccio e lo strizzava come una lavandaia della bassa padana con un asciugamano.
Alla prima occasione nell'orecchio le sussurrava la temibile frase (Che non pareva avere su di lei alcun effetto).
Cosa succedeva quando tornavamo a casa?
La maggior parte delle volte il furore materno veniva smaltito durante la strada di ritorno, mia sorella tornava ad indossare gli abiti della brava bambina e tutto finiva li'.
A memoria mi e' capitato di ricevere la minaccia un paio di volte.
La prima durante la scuola elementare. Mi trovavo a casa dell'amico Callisto per fare i compiti (la scusa) e giocare succhiando ogni istante di tempo rimanente (la verita').
In ogni caso il rimanente non era mai abbastanza, considerato che passava veloce perche' ci stavamo divertendo, arrivava sempre il momento di tornare a casa e quella volta scatto' il piano "Callisto ne sa una piu' del diavolo" (anche se come vedremo in seguito ne sapeva una in meno di mia mamma).
"Puoi rimanere ancora un po'?" - mi chiese
"Eh no, mia mamma mi ha detto di tornare per le sei" - risposi
"E tu chiamala e chiedile se puoi restare..." - suggeri'
"Potrei ma non mi darebbe mai il permesso, la sua parola e' pesante come ferro!" - rivelai
"Allora la chiamo io e infatti cosi' fece: Buongiorno signora, sono Callisto, ci stavamo cosi' divertendo col Bustone... non e' che puo' rimanere a giocare  ancora un poco con me?"
Mia mamma non poteva vedere la sua espressione da Bambi ma il tono della voce avrebbe commosso anche un comodino di radica
E mia mamma disse qualche parola, Callisto butto' giu' e notando che non parlava chiesi: "Allora cosa ha detto?"
"Ha detto che va bene... ma quando torni a casa fate i conti" - annuncio'
La mia cara mammina, non potendo protendersi per afferrarmi il braccio e praticare una torsione a elitticita' destrorsa, era riuscita a farmi recapitare la macchia nera da un innocente emissario. Rimanere a giocare quell'extra tempo era come farlo sopra una passerella posta sopra un pozzo nero di cui non vedevo il fondo, cosa mi sarebbe successo una volta tornato a casa?
Forse non mi avrebbe neppure aperto il portone lasciandomi languire nel freddo cittadino oppure l'avrei trovata sull'uscio in attesa con in mano il bastone per girare la polenta.
Quando tornai a casa mi lancio' solo un occhiata capace di congelare una stufa e poi torno' alle pentole, io per ingraziarla bruciai incensi, passai l'aspirapolvere in tutta la casa e stavo cominciando il cambio armadi quando mi chiamo' perche' era pronta la cena.
La volta successiva ero cresciuto, abbastanza da potermi recare in autonomia a Nizza al concerto degli Scorpions.
Ci andai insieme a Sandro e al presidente del fan club italiano dei Rush.
Girammo tutto il giorno per Nizza, il concerto fu assordante ma la nostra sorpresa lo fu ancor di piu' quando ci recammo in stazione e constatammo che era chiusa (ma come chiusa, belin in Italia sono aperte 24 ore su 24)...
Che fare? La fortuna volle che al concerto ci fosse anche Robystarebene che si offri' di ospitarci nel camper del babbo...
L'alternativa sarebbe stata quella di dormire appoggiati alla porta della stazione e poi prendere il primo treno del mattino...
Cosi' chiamai mia mamma spiegando la situazione e forse lei, mettendo nel cassetto la preoccupazione grazie al mio pernotto assicurato, butto' li' la tradizionale frase: "Va bene, dormi pure fuori ma quando torni a casa facciamo i conti."
Il pozzo nero mi fece visita quella notte mentre nel camper cercavo di prender sonno.
Forse voleva intendere che al mio rientro mi avrebbe elargito ripetizioni di matematica?"
Forse mi avrebbe fatto trovare dei vestiti da nobile e avremmo recitato come personaggi della borghesia genovese?"
Quando tornai non mi rivolse neppure una parola in pure stile Gerry Adams del Sinn Féin, solo mi getto' uno sguardo piu' loquace di mille parole.
Perche' io SAPEVO di essere in torto, di aver violato almeno tre leggi e una settantina di cavilli ma non osai assumere nessun avvocato in mia difesa ne' cercare una giustificazione di qualche tipo.
Ancora oggi mi torna in mente questa frase, l'alone di mistero che la circonda e' rimasto intatto cosi' come il suo tono oscuro e minaccioso, ho di certo capito che mia mamma sapeva che il miglior deterrente e' lasciare che fosse la nostra fantasia a immaginare la pena.
Prosit
 
 
 
capracottacapracotta on November 18th, 2014 09:39 pm (UTC)
Ho sorriso di gusto. Sei un fenomeno!
bustonebustone on November 19th, 2014 08:26 am (UTC)
Grazie millemila!
claudiaflorealpolla on November 18th, 2014 10:19 pm (UTC)
Quanta saggezza. Che hanno le nostre madri, intendo.
Ma le fanno con lo stampino?
:D
bustonebustone on November 19th, 2014 08:28 am (UTC)
Le madri
Sono i biscotti piu' dolci che quello lassu' ha potuto creare (con lo stampino)