?

Log in

No account? Create an account
 
 
20 December 2014 @ 09:18 am
Ics Files Il dono dei Magi (3)  
A Jelly facevano male i piedi ma resistette alla tentazione di infilare le scarpe in un bidone della spazzatura. Dopo alcuni metri si specchiò in una vetrina e un attimo dopo esclamò ad alta voce:"Io adoro queste scarpe!" Ben conscia della contraddizione proseguì fiera camminando con passo deciso. Ogni volta che posava un piede per terra era come se qualcuno le mordesse la caviglia ma le vennero in mente i proverbi della nonna, quelli tipo: "Se bella vuoi apparire molto devi soffrire" o "Scarpa alla moda scarpa scomòda" o ancora "Donna claudicante, donna affascinante" e dopo un istante aveva dimenticato i piedi (anche perchè la circolazione si era bloccata).
Pareva che tutti i negozi del centro si fossero messi d'accordo per vendere oggetti che Max non avrebbe degnato di uno sguardo.
All'uomo importava poco della casa, non praticava sport, vestiva sempre allo stesso modo, ascoltava sempre la solita cassetta, e quella volta che le aveva regalato un libro si era sentita rispondere: "Grazie del pensiero ma ne ho già uno, credo di averlo messo dalle parti del telefono, una volta ho cominciato anche a leggerlo ma c'erano troppi personaggi per i miei gusti e ho lasciato perdere".
Più passava il tempo e più l'ansia cominciò ad impadronirsi di lei.
Maledì le festività, la tradizione dei regali, gli ics files e Max quando si imbattè in una piccola scritta sul muro. Era tracciata col gesso da qualcuno che aveva tentato di creare qualcosa di artistico: "Nerdorio" diceva e una freccia indicava una scala che si perdeva dentro un vicolo.
Jelly sollevò la gonna, afferrò la pistola che teneva assicurata alla giarrettiera e cominciò a scendere. Ad ogni gradino pareva che
la luce diminuisse come inghiottita da un entità malvagia e famelica. Spazzatura ingombrava i gradini, ratti dagli occhi di fuoco si contendevano orridi pasti, i gatti non osavano avvicinarsi e assassini e stupratori attendevano nell'ombra le ignare vittime che avevano avuto l'ardire di varcare la porta di quell'inferno metropolitano. lei scendeva come aveva fatto in altre mille occasioni spavalda, coraggiosa, bellissima.
All'improvviso si udì una musica, Jelly impiegò alcuni istanti per riconoscerla, si fermò, si concentrò... "Ma sì! Questa è la sigla del Tonno
che scade! Una delle mie serie preferite!" - disse accorgendosi che dal fondo del vicolo proveniva una luce soffusa. Aumentò il passo e giunse davanti ad una vetrina il cui chiarore le fece chiudere gli occhi. La grossa insegna sovrastava un piccolo negozio. Qualcuno
aveva tracciato una "M" con lo spray sopra la "N" di Nerdorio, Jelly trovò lo scherzo divertente poi si concentrò sui mille oggetti multicolori
che si dividevano lo spazio nella vetrina: pupazzetti, bacchette magiche, riproduzioni di pistole laser, maschere, fumetti, modellini...
"Questo è il paradiso di Max e non mi stupisco che si trovi all'inferno" - pensò, poi, messa via la pistola, entrò.
La porta si aprì accompagnata dal motivo de "I pelatori della patata perduta", Jelly subì lo sguardo contemporaneo di tutti quelli che si trovavano nel locale. Dopo alcuni istanti in cui si era sentita come una farfalla trafitta dagli spilli disse:"Non avete mai visto una donna?"
Il tipo che stava dietro al bancone, un butterato giovane di età indefinita che portava capelli più unti di una friggitrice del Mc Donald legati
con un elastico fosforescente, dopo essersi asciugato un filo di bava  disse: "Mm mai una che prima di entrare (GOSH) infila la pistola (MM) nella giarrettiera (GULP) mettendo in mostra (UAZ) le mutandine"
"Si, sono io quella" - disse Jelly che aveva capito immediatamente con chi aveva a che fare, l'odore di testosterone superava perfino quello del sudore.
"Ora per piacere tornate tutti alle vostre occupazioni o sarò costretta a farvi vedere di nuovo le mutandine e sarà l'ultima cosa che vedrete nella vostra vita..."
Un tipo che stava rovistando tra i fumetti si avvicinò e dopo essersi inginocchiato disse: "Oh mia regina, se la morte rapida arrivasse, sarei ben liero di andarmene con negli occhi la visione della vostra biancheria intima...". Jelly girò rapida sul tacco della scarpa sinistra e gli somministrò un calcio rotante che mandò il giovane a sbattere contro il muro dove rimase svenuto in una posizione bizzarra. "Qualcun'altro vuole rivelarmi come preferisce morire?" - chiese poi
All'istante tutti tornarono alle loro occupazioni, il tizio dietro il bancone, come se non fosse successo nulla disse: "E in cosa posso servirla?"
"Ora ragioniamo, devo fare un regalo ad un collega che è un pochino come voi, diciamo... ecco si, strambo, da quando lavora agli ics files lui..." - disse ma venne interrotta: "Ehi un attimo, ma il suo collega non sarà mica Max Folder?" - chiese
"Ehm si, proprio lui, lo conoscete?"
"Se lo conosciamo? Ragazzi questa conosce Max!" - disse ad alta voce e nel negozio crebbe un brusio e tutti le si fecero intorno.
"Ma allora lei può dirci se lui è un tipo che conta balle!"
"Oh beh è strano ma lavora davvero all'FBI con me, in quanto agli alieni e a sua sorella..."
"Beh che quello sia vero è scontato solo che pensavamo che il suo tesserino fosse falso..."
"Già..." - riuscì a dire la donna
"Comunque ho il regalo ideale per Max, non so quante volte è venuto in negozio per vederla e poi è andato via senza perchè costava troppo, mi segua" - disse
e scostò una tenda che dava su una piccola stanza utilizzata come magazzino. Ai lati c'erano pile di scatoloni, un vecchio distributore di caramelle, un fatiscente computer con un salvaschermo dove una donna saltava su un trampolino elastico senza reggiseno. Un tavolo stava addossato alla parete, sopra c'era qualcosa coperto da un telo.
Il ragazzo dai capelli oleosi si avvicinò e afferratone un lembo disse: "Ecco a lei, l'unica, inimitabile, infrangibile, antipolvere, teca per modellini di valore!"
Poi tirò via il drappò e svelò l'oggetto.
"E' da quando si è comprato il modellino dell'arcadia che desidera un posto dove esporla, questa teca è il suo più grande desiderio..."
"Bene, benissimo" - disse Jelly, "E quanto costa?" - chiese
"Beh, ci troviamo di fronte a vetro allo zirconio che vanta una limpidezza di livello nove, angoli lavorati al laser, base in vera plastica, stabilizzatore, superfice trattata con anti-impronte e scaccia bava e inoltre guardi questo piccolo adesivo con il simbolo della pace che sta qui in basso, non trova che sia grandioso?" - disse indicando una macchiolina che fino ad un istante prima era sembrata a Jelly una cacca di mosca.
"Si ma il prezzo?" - insistè la donna
"Beh, per duecento dollari è sua" - disse il ragazzo
"Ma io ne ho solo cinquanta!" - esclamò Jelly
"Mm cinquanta per cominciare possono andare... per i restanti lei è una bella donna e ha qualcosa che a noi capita raramente di vedere, troveremo di sicuro un accordo..." - disse mentre il filo di bava che scendeva dal suo labbro pareva una piccola stella cometa.
(continua)
Tags: ,